Porto Torres, parla il compagno della grillina espulsa: "Offeso dal sindaco Wheeler, l’ho querelato"
Il giornalista Carlo Eletti nell’occhio del ciclone per la relazione con l’ex capogruppo M5S: «Paola non ha mai condiviso la mia linea editoriale. È stata cacciata perché voleva fare politica»
PORTO TORRES. Si rende conto di essere “l’uomo che morde un cane”, esempio classico per gli aspiranti giornalisti: un cane che azzanna è la norma, un uomo che morde è una notizia. Carlo Eletti ha fatto una cosa che i giornalisti in genere subiscono. Finito nell’occhio del ciclone per gli effetti politici della sua relazione con la consigliera pentastellata Paola Conticelli, espulsa dal movimento, il direttore del periodico “in Città” ha querelato il sindaco Sean Wheeler. «E non – tiene a precisare – per quello che ha detto a Conticelli mesi fa. Per quelle affermazioni, che sono state registrate in un file che è a disposizione della magistratura, a suo tempo Wheeler è stato querelato dalla interessata. Io invece ho presentato denuncia il 1 marzo, per quello che il sindaco ha detto di me a migliaia di persone attraverso la sua pagina facebook. Accuse gravissime, di scrivere “continui articoli morbosi” e di essere amico di “persona che ha commesso fatti e misfatti”, che colpiscono me e la libertà di stampa».
Carlo Eletti parla per la prima volta apertamente della sua storia con Paola Conticelli. La cacciata della consigliera dal M5S è legata al giornalista, fondatore e direttore del periodico “in Città” che tanti pensieri ha dato agli amministratori che dal 1998 si sono avvicendati alla guida del Comune turritano. «Con tutti, nessuno escluso, ho esercitato il diritto di critica – racconta il giornalista –. Qualcuno si è offeso, qualcuno mi ha denunciato. Ma una cosa così non mi era mai successa».
Secondo le accuse della Conticelli, durante una riunione che aveva il clima di un processo politico Wheeler le intimò di lasciare il giornalista inviso al movimento oppure di dimettersi. Il sindaco, che a suo tempo negò di avere pronunciato quelle parole, ora che la registrazione veleggia di pc in pc asserisce in una lettera «che si tratta di uno stralcio di una riunione durata due ore, perché non si riusciva a comprendere come fosse possibile che la Conticelli condividesse le aspre e spesso gratuite critiche riportate dal compagno giornalista». Per la verità, il sindaco fu un po’ più tranchant: «al prossimo articolo di merda – scandì – io chiederò il recall, ok?». Anche ieri la consigliera ha rispettato la regola del silenzio, limitandosi a un messaggio su facebook per ringraziare chi la sostiene.
Parla invece Carlo Eletti. La lettera di Wheeler lo ha fatto andare su tutte le furie. «Paola Conticelli non ha mai e poi mai condiviso la mia attività editoriale – ha messo in chiaro –. E non poteva essere che così. Wheeler si chiede perché è rimasta nel gruppo? Forse, semplicemente, perché ne faceva parte». E al sindaco, che lo ha tirato in ballo ricordando un titolo del suo giornale che definì Conticelli “la stella polare della maggioranza”, il giornalista ricorda che al termine di quella frase «c’era un punto interrogativo che cambia l’aspetto semantico della frase, il sindaco dovrebbe saperlo».
La sua, insomma, non era un’affermazione ma una domanda «perché _ spiega _ considerando la scarsissima esperienza politica della maggioranza, sindaco compreso, con il suo passato in Sel la consigliera Conticelli era l’unica che aveva fatto politica. Probabilmente per questo è stata sempre invisa al gruppo, per questo ha subito pressioni ed è stata messa alla berlina».
Eletti crede che la loro storia sia stata non la causa ma l’effetto di un malumore che covava da tempo in casa pentastellata contro la capogruppo troppo autonoma «e che – dice – ha sempre e solo voluto fare politica attiva. E l’ha fatta fino a quando glielo hanno consentito. Ma per questo è stata messa alla berlina e ostacolata. Il fatto che provenisse da un partito è stato visto come un problema. Ma lei ha provato ad andare avanti. Ha registrato quella conversazione, è vero, ma non lo faceva solo lei». Carlo Eletti ci tiene a precisare di non avere mai condiviso o discusso la linea editoriale del suo giornale con la compagna. Ma esclude anche che il M5S abbia cercato di condizionarlo attraverso Paola Conticelli. «Nessuno mi ha contattato – afferma – ma hanno fatto di peggio: mi hanno screditato, mi hanno fatto telefonate anonime». Poi è arrivato quel lungo messaggio di Sean Wheeler sui social.
«Una cosa gravissima di cui il sindaco dovrà rispondere in tribunale – dice il direttore de “in Città” –. Ciò che ha detto è diseducativo per i giovani e offensivo per i giornalisti e per i piccoli editori, come me, che con grandi sacrifici tentano di fare informazione».
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