Internet veloce contro lo spopolamento
La Regione porterà la banda ultralarga in 313 centri sardi. Pigliaru: «Impulso allo sviluppo»
ABBASANTA. Non solo telecamere. La tecnologia serve anche per diminuire il divario tra le diverse zone della Sardegna. Soprattutto quando si parla di connessione internet. Per questo l’obiettivo della Regione adesso è quello di portare la banda ultralarga in 313 Comuni di tutte le zone rurali, dove le compagnie di telefonia non sono interessate a investire. La Regione ha stanziato 56 milioni di euro ed entro poche settimane partiranno i lavori. In questo modo quasi tutti i centri dell’isola potranno navigare su internet alla stessa velocità.
I numeri. Presto i 313 Comuni che rientrano nel piano della Regione si sentiranno più vicini al mondo. Saranno oltre 507mila i cittadini a beneficiare della rivoluzione 2.0 che porterà la fibra ottica in tutti i centri. «È un passo verso lo sviluppo, perché accedere alla fibra ottica significa avvicinare le comunità – ha detto agli amministratori l’assessore regionale agli Affari generali, Gianmario Demuro –. Chiediamo ai sindaci di velocizzare iter e procedure, perché vogliamo che entro la prossima primavera i lavori siano conclusi». Alcune aree dell’isola, come l’hinterland di Cagliari e Sassari e anche Olbia, sono invece già infrastrutturate. Altre stanno invece attendendo lo sblocco di risorse dal parte dello Stato.
Tecnologia e sviluppo. Secondo la Regione lo sviluppo delle aree rurali passa anche per la tecnologia. Per questo ha deciso di portare la connessione veloce in centinaia di centri. «Non basta la sicurezza, non bastano le telecamere – ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru –. Per rilanciare le aree rurali serve anche lo sviluppo, che non può esserci senza banda larga». Per il governatore la connessione veloce può funzionare da ostacolo allo spopolamento. Francesco Pigliaru prende la Cina come esempio. «Portare la fibra ottica nelle campagne significa permettere la diffusione dell’e-commerce. In Cina un sacco di soldi stanno cominciando a trasferirsi dalle città alle campagne – ha spiegato Pigliaru –. I contadini vendono infatti i propri prodotti senza muoversi di un metro, abbattendo dunque tutti gli altri costi. Quindi anche portare la banda nelle campagne sarde vuol dire dare un serio ed efficace impulso allo sviluppo». La banda ultralarga nelle aree rurali è ben accolta dai sindaci sardi. L’Anci è infatti impegnata in prima linea contro lo spopolamento delle aree interne. «Penso che la diminuzione del divario digitale sia un’azione importante per combattere lo spopolamento» ha confermato soddisfatto il presidente dell’Anci Piersandro Scano. (d.b.)
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