Caos Budelli, il giudice: stop all’acquisizione
Il legale di Harte presenta una richiesta per non assegnare l’isola al Parco Il presidente Bonanno: l’isola è nostra. L’assessore Spano: dialogo col ministero
TEMPIO. La battaglia per il possesso (con quale recondito scopo?) dell’isola di Budelli e della sua spiaggia rosa prosegue tra colpi di scena e istanze giudiziarie. Le ultime novità vedono il filantropo, ambientalista e businessman neozelandese Michael Harte alleato con la frangia scissionista dei consiglieri di amministrazione dell’Ente parco, tutti contro il contestatissimo presidente Giuseppe Bonanno. Al punto tale che il legale di Harte, l’avvocato Raffaele Soddu, ha presentato ieri una istanza al giudice delegato, Alessandro di Giacomo, nella quale chiede di non procedere all’assegnazione dell’isola all’Ente Parco per una serie di motivi, tra i quali spicca la non meglio precisata «ipotesi di accordo con l’Ente parco per la gestione dell’isola». Contestualmente, ad aggravare una situazione già complicata, è giunta sul tavolo del giudice delegato del tribunale di Tempio la richiesta di restituzione dei tre milioni di euro versati per l’acquisto dell’isola da parte dell’Ente parco. La missiva è stata spedita dal gruppo di consiglieri che dissentono dalle decisioni del presidente, Giuseppe Bonanno. Il quale, nella nota diffusa ieri, insiste nel sostenere che «Budelli fa parte dell’Ente parco, quindi è isola pubblica». In questo marasma di istanze e comunicati – tra le cui righe andrebbero individuati coloro hanno interesse a far capitolare il presidente – va evidenziato che il businessman neozelandese si ripropone alla guida della cordata che sta tentando di acquistare Budelli. Questo dopo il parere negativo espresso dal Consiglio direttivo del Parco sull’acquisto dell’isola, l’annullamento (da parte del Consiglio di Stato) del provvedimento con il quale il presidente dell’Ente parco Giuseppe Bonanno aveva esercitato il diritto di prelazione sulla vendita all’asta di Budelli e la mancata approvazione del piano del parco che aveva ridotto le tutele annunciate dallo stesso ente. Un aggravio di vincoli che fecero gettare la spugna a Michael Harte, rinunciando all’acquisto dell’isola perché non avrebbe potuto attuare il progetto che aveva ideato e proposto. Alessandro Di Giacomo, il magistrato delle esecuzioni che sta seguendo l’intricata vicenda processuale, ha rinviato al 17 maggio ogni decisione. Giuseppe Bonanno, nel ribadire il formale possesso dell’isola, ha voluto precisare che «le preoccupazioni del Consiglio sui costi di gestione saranno chiariti. Si porteranno soluzioni che paleseranno l’inconsistenza della preoccupazione a fronte dei benefici ambientali che potranno derivare dalla collaborazione tra parco e associazioni ambientaliste come il Wwf. Il patrimonio del Parco si è accresciuto con l’inserimento dell’isola tra i beni in possesso dell’Ente. Un patrimonio per tutti e a tutti, secondo regole certe, destinato. Interpreto l’azione del Consiglio, dal quale mi sono dissociato per problemi procedurali e di legittimità fin dall’inizio, come una preoccupazione legittima ma pessimamente formulata. La soluzione proposta non cura il paziente ma lo uccide. Evidenti anche i contrasti di legge e le implicazioni patrimoniali che si solleverebbero se questa decisione si concretizzasse nei termini errati in cui è stata formulata. A tutela dell’ambiente e dell’operato del Consiglio ho, perciò, formulato le dovute osservazioni all’attenzione del Consiglio direttivo e del ministero dell'Ambiente». Sulla questione, in serata, è intervenuta anche l’assessore regionale all’Ambiente, Donatella Spano. «La Regione segue con attenzione le attività del Parco e dialoga con il ministero. Nei giorni scorsi abbiamo sollecitato l’ente sull’istruttoria del Piano del Parco. Ogni pressione che miri a intaccare l’indiscutibile valore di patrimonio ambientale sarà respinta al mittente».
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