La Nuova Sardegna

interrogazione di vargiu

«Condoni bloccati dal Sovrintendente»

di Mauro Lissia
«Condoni bloccati dal Sovrintendente»

CAGLIARI. L’eterno conflitto tra la Regione e lo Stato sulla competenza in materia di paesaggio ritorna in un’interrogazione firmata da Pierpaolo Vargiu di Scelta Civica in cui il parlamentare...

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CAGLIARI. L’eterno conflitto tra la Regione e lo Stato sulla competenza in materia di paesaggio ritorna in un’interrogazione firmata da Pierpaolo Vargiu di Scelta Civica in cui il parlamentare cagliaritano contesta la scelta adottata dall’attuale sovrintendente ai beni architettonici e paesaggistici di Cagliari e Oristano Fausto Martino di bloccare tutti i condoni edilizi concessi in base alla legge regionale del 26 febbraio 2004, che riguardano anche interventi in aree vincolate. Nell’atto inviato al Ministero dei Beni culturali il deputato sardo sostiene che l’interpretazione delle norme seguita da Martino ha paralizzato attività edilizie già avviate, in molti casi anche concluse, provocando confusione e grandi difficoltà alle imprese in una fase storica già segnata dalla crisi economica. Citate le leggi di riferimento sulla tutela del paesaggio e richiamata la norma statale - recepita dalla Regione - sui criteri per la concessione dei condoni, Vargiu chiede al governo di intervenire sulla sovrintendenza sarda per «fornire un’interpretazione autentica della disciplina, che dia certezza del diritto agli operatori del settore» e che comunque «non leda, attraverso disposizioni retroattive, i diritti acquisiti del cittadino». Il testo dell’interrogazione presentata a marzo scorso è stato trasmesso alla sovrintendenza di Cagliari e Oristano oltre che alla direzione generale Belle arti e paesaggio, la risposta è attesa per le prossime settimane.

La questione, nella sua complessità tecnica, è questa: la tutela del paesaggio è prevista nella Costituzione e il Codice del paesaggio (o Codice Urbani) conferma come sia lo Stato a regolare la materia e a vigilare sull’osservanza delle norme. Nella sua interrogazione Vargiu fa riferimento al decreto legge del 30 settembre 2003, col quale il governo Berlusconi emanò un condono edilizio molto ampio ma non esteso agli abusi commessi in aree di particolare pregio, protette da vincoli. A superare anche la barriera di quei vincoli è stata la Regione, con la norma del 9 giugno 2004 che recepisce il decreto sul condono, applicabile nell’isola anche in zone di particolare delicatezza e di valore paesaggistico. Il parlamentare cagliaritano scrive nella sua interrogazione che fino ad agosto 2015 - quando Martino è diventato sovrintendente - le imprese e i privati hanno potuto godere liberamente di questo beneficio, estraneo alle altre regioni d’Italia. Da quando è arrivato Martino la festa è finita: il nuovo sovrintendente ha applicato rigorosamente le norme statali, quelle del Codice Urbani, nella convinzione che la competenza sul paesaggio - come affermato da diverse sentenze del Consiglio di Stato - sia dello Stato e non delle regioni, comprese quelle a statuto speciale. Da qui il blocco dei cantieri aperti, quelli che Martino considera illegittimi. I cantieri che Vargiu vorrebbe difendere. Ora si attende l’intervento del Ministero dei Beni culturali, che attraverso l’ufficio legislativo dovrebbe stabilire chi ha ragione. Ma non è detto che il Mibac abbia l’ultima parola, perché qualsiasi decisione potrà essere impugnata davanti all’organo giurisdizionale.

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