La Nuova Sardegna

L’isola dei record, oscar della longevità a 16 anziani sardi “super”

Stefano Ambu
Benito Urgu
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Benito Urgu

Non solo centenari: ci sono anche quelli che a settanta, ottanta o novant’anni invecchiano bene. Come Benito Urgu

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CAGLIARI. A chent'annos. Ma anche a settanta, ottanta o novanta l'importante è invecchiare bene. Consegnati nei giorni scorsi i sedici "oscar" a chi, in età da pensione, non sa cosa siano pantofole, copertina sulle ginocchia e sguardo fisso alla tv. E invece continua a pensare, fare e a stare in giro come se fosse un ragazzino. Tra i premiati anche Benito Urgu, 77 anni, sempre sulla breccia tra show e battute. Anche se in realtà il riconoscimento andrebbe girato ad una delle sua creazioni, la signora Desolina.

«Lei ha 150 anni», ha rivelato quasi sottovoce il comico. Gloria non solo per lui: c'è il giornalista, Cesare Valentini, che continua a scrivere recensioni di musica e spettacolo a quasi novant'anni. E poi la fisarmonicista, il medico professore che nel suo campo continua a essere un'autorità. O l'ex pilota di aviazione, Gianbiagio Mulas, che a fine estate, quando le primavere saranno 69, partirà per un'avventura speciale: il giro del mondo in solitario in barca vela sono a Capo Horn. Sarà anche ambasciatore della longevità nel mondo. E testerà su se stesso, con un report costantemente aggiornato e trasmesso a terra, le condizioni psicofisiche di un velista protagonista di un'avventura così importante.

Il messaggio che arriva dalla Sardegna è questo: vanno bene i record dei centenari e degli ultracentenari. Ma è anche importante il modo in cui si vivono gli anni della terza età. «Il segreto – ha spiegato Roberto Pili, medico e presidente della comunità mondiale della longevità – è anche nella struttura sociale e comunitaria dei piccoli paesi sotto i mille abitanti. Ce ne sono tanti anche in Sardegna».

Fondamentale proprio il ruolo sociale dell'anziano nei piccoli centri: dispensatore di saggezza e di saperi ricercati dai suoi compaesani. E che nella comunità trova sostegno. «Non vive situazioni di stress – spiega Pili – o almeno le sopporta meglio. Tenendo lontane proprio quelle patologie che dallo stress dipendono molto. Una saggezza che comprende anche quella alimentare: l'anziano sa che cosa è sano e che cosa invece non lo è».

Non solo. «Questo riconoscimento – continua il presidente della comunità mondiale della longevità – si dispiega in tutto il percorso di vita, senza soluzione di continuità nella progettualità, senza brusche fratture nelle biografie e senza interruzioni di funzioni e ruoli sociali sulla base di artificiosi paletti anagrafici». Ecco alcuni segreti svelati dai testimonial. «È importante – ha detto Benito Urgu lasciando da parte gag e battute – stare collegati con l'universo pronti a capire e captare ciò che è stato fatto e che succede. Anche l'arte è un mezzo per tenere vivo questo collegamento». Altri pareri: conta anche la scrittura. «Ho sempre mantenuto il cervello in azione – spiega il giornalista Cesare Valentini- non sono mai rimasto un giorno senza scrivere o senza pensare a un pezzo».

La Sardegna è da tempo al centro dell'attenzione per la longevità. Soprattutto grazie a due studi internazionali: L.a.n.o.s. (Longevity, ageing and neuropsychology in Oldest old in Sardinia) e A.te.ne. (Ageing and Teulada's neurocognition).

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