La Nuova Sardegna

La Regione: «Più aiuti per i giovani»

L’assessore Elisabetta Falchi: le terre sono troppo costose, ma abbatteremo l’ostacolo per sostenere le nuove imprese

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SASSARI. I giovani che decidono di rimboccarsi le maniche e tornare nelle campagne sono in aumento. E la Regione cerca di convincerne il più possibile mettendo in campo diversi strumenti, come il Rural trainer e le misure contenute nel nuovo Psr. Per il futuro, però, l’assessorato regionale all’Agricoltura ha pensato a qualche modifica per affinare il sistema degli aiuti. «I dati parlano di un ritorno dei giovani alle campagne. E noi siamo impegnati per sostenere e accompagnare le nuove imprese agricole» ha detto ieri l’assessore Elisabetta Falchi, che è intervenuta alla fiera di Cagliari in un convegno organizzato per stilare un primo bilancio del Rural trainer e presentare le misure del Psr 2014-2020.

Oltre il passato. Elisabetta Falchi ha innanzitutto parlato dell’esperienza del Piano di sviluppo rurale 2007-2013. «Ci siamo resi conto che la principale difficoltà per i giovani, dopo l’insediamento, era quella di riuscire a far stare le proprie imprese sul mercato – ha detto l’assessore Falchi –. Per il nuovo Psr ci siamo concentrati molto su questo aspetto. Infatti per il nuovo ciclo proponiamo un bando diverso, che favorisca l’accesso dei giovani che abbiano già le idee chiare sulla produzione che vogliono avviare». Anche per questo diventerà importante la presentazione di business plan aziendale. «È uno degli aspetti su cui si sono concentrate le attività di Rural trainer – continua la Falchi –. Vogliamo sostenere le attività valide, che oltre alla produzione sappiano avviare un’efficace commercializzazione e vendita. Per questo stiamo ragionando su come aiutare i neo imprenditori a seguire il proprio business plan».

Terre troppo costose. Un’altra criticità è invece legata alla disponibilità di terra coltivabile. «La terra è il fattore più costoso, è difficile avviare un’attività agricola se non si è figli di agricoltori – ha spiegato l’assessore Elisabetta Falchi –. Ma è un ostacolo che stiamo cercando di abbattere anche con il progetto Terra ai giovani». Un progetto che mette a disposizione di giovani under 40 700 ettari di terre ancora incolte. «Le parole d’ordine sono due: aggregazione e meritocrazia – conclude l’assessore all’Agricoltura –. Il bando prevede infatti la premialità, sia per le aggregazioni imprenditoriali che per la preparazione e l’esperienza». (d.b.)

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