Meridiana, interviene la polizia
Sciopero nell’hangar e aerei bloccati, alta tensione per l’arrivo di tecnici esterni
OLBIA. Non è più tempo di tweet, comunicati, volantini, dichiarazioni. La situazione dell’hangar di Meridiana - 75 esuberi annunciati su 291 dipendenti, lavoratori in sciopero da due settimane, muro contro muro con l’azienda sulle possibili alternative - richiede risposte. Subito. Dal Governo. È quello che chiedono la Cgil, i Cobas, le altre sigle, anche il mondo della politica, e persino l’azienda. «Con l’irrigidimento di Meridiana, solo il Governo può trovare una soluzione per risolvere la crisi. Ci convochi subito» chiede Franco Monaco (Filt-Cgil). «Non è mai stata data l’attenzione riservata ad Alitalia. È mancato l’interesse del Governo per dare un futuro alla compagnia» protesta Antonio Satta, leader dell’Upc, uomo di centrosinistra.
E ora la risposta potrebbe arrivare: il Governo, dal ministero dello Sviluppo a quello dei Trasporti, sta lavorando per convocare azienda e sindacati domani e martedì. Una due giorni in cui trovare risposte per l’hangar, come vogliono i sindacati, e anche per discutere di tutta la partita Meridiana, come ha chiesto ieri al Governo l’azienda di Olbia.
L’hangar, dunque. Ieri è stata una giornata tesissima. Meridiana, per liberare quattro aerei bloccati, ha fatto arrivare dei tecnici dall’esterno. Quelli di Olbia li hanno fermati, ci sono stati alcuni momenti di tensione, poi l’arrivo delle forze di polizia e l’accordo. Tecnici esterni al lavoro. Tecnici di Olbia in assemblea, con un’altra convocata per domani, dopo una giornata, quella di oggi, primo maggio, passata in presidio.
Quale può essere una soluzione? Meridiana dichiara 75 esuberi, in alternativa chiede il passaggio dei contratti da 12 a 8 mesi. I sindacati non lo possono accettare. Muro contro muro. Al Governo, dopo la protesta dei lavoratori, tocca ora il compito di trovare un’alternativa. Come i contratti di solidarietà: nessun licenziamento, orari ridotti nei mesi senza lavoro, ma la prospettiva, nei prossimi tre anni, con Qatar Airways, di riposizionare l’hangar. Di creare altro lavoro, non di distruggerlo.
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