Sinistra sarda al via, attacco a Pigliaru: serve una scossa
Oristano, la prima assemblea del nuovo partito di ex Pd e Sel Piras: una giunta inadeguata rispetto ai problemi dell’isola
ORISTANO. La Sinistra sarda riparte da Oristano. Ha preso il via anche nell’isola il processo che a dicembre porterà alla nascita del nuovo contenitore politico nato dalle ceneri di Sel. Un partito che a livello nazionale non potrà che essere all’opposizione del Pd di matrice renziana, ma a livello locale sarà uno dei perni intorno a cui ruoterà il centrosinistra. Ieri mattina la Sinistra sarda si è ritrovata a Oristano per gettare le basi del nuovo progetto che partirà da due nuove battaglie referendarie. Due no a quelle che sono le principali riforme del Pd renziano: la modifica della Costituzione e il jobs act. «Più che a sinistra del Pd – spiega il deputato Michele Piras, leader sardo della nuova formazione – noi stiamo a sinistra e basta. Vista la mutazione genetica del Partito democratico mi viene male definirlo ancora di sinistra. Noi puntiamo a mettere insieme chi ancora ci crede, vogliamo dare speranza a quel vasto popolo della sinistra che oggi si disperde in mille rivoli o si astiene. Non ci interessa raccogliere i cocci della sinistra storica, ma restituire al Paese una vera proposta di sinistra».
Renzi bocciato. Il progetto vede coinvolti non solo Sel, ma anche diversi ex Pd che hanno lasciato i dem perché in contrasto con le politiche del governo. Ed è proprio Renzi, in questo momento, il principale avversario della nuova Sinistra Italiana. «Il mio giudizio sul governo è tombale – attacca Piras –. Non mi sarei mai aspettato da un esecutivo che dice di essere legato alla sinistra le stesse riforme che voleva fare Berlusconi. Dal lavoro alla Costituzione, dalla scuola alla legge elettorale. Lo dice lo stesso premier: in due anni sono riuscito a fare quello che Berlusconi non è riuscito in venti. Finché c’è Renzi i rapporti con il Pd a livello nazionale sono compromessi».
Pigliaru rimandato. Diversa è la situazione in Regione, dove la futura Sinistra Italiana, e oggi Sel, è al governo con Francesco Pigliaru. Ma il giudizio di Piras sulla giunta è comunque molto critico. «Insufficiente rispetto ai grossi problemi economici e sociali dell’isola. Serve un cambio di passo radicale per affrontare sia i nodi sociali che quelli ambientali. Di fronte a questo collasso non basta più abbozzare, serve una terapia d’urto, in particolare sulle questioni legate al lavoro».
Zedda promosso. Nessun dubbio invece sul sostegno a Massimo Zedda nella corsa bis alla guida del Comune di Cagliari. «Massimo ha lavorato bene e noi vogliamo la sua riconferma». A Cagliari, ma anche a Olbia - dove c’è il Pd Carlo Careddu -, la futura Sinistra Italiana si presenta all’interno della coalizione di centrosinistra. «Sulla dimensione locale diamo un giudizio differente da quello nazionale».
L’appello agli assenti. A Oristano Zedda era tr ai big di Sel assenti. Come anche il senatore Luciano Uras, l’assessore regionale Claudia Firino e il capogruppo in Regione Luca Pizzuto, che finora non hanno aderito a Sinistra Italiana. «Ma il nostro è un processo aperto. Noi facciamo un appello a tutti, anche a chi in questo momento non è convinto. La prima assemblea non vuole essere un recinto chiuso. Anzi».
L’adesione di Dadea. Chi, invece, ha aderito alla nuova formazione è l’ex assessore regionale ex Ds Massimo Dadea, ieri tra i relatori insieme a don Ettore Cannavera, la sociologa Lilli Pruna, il deputato Stefano Quaranta e Marco Furfaro, dell’esecutivo nazionale. Al termine della assemblea è stato eletto un comitato incaricato di traghettare la Sinistra sarda fino a dicembre.
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