I fedelissimi lo difendono: un uomo leale e onesto
Cocco: saprà dimostrare la sua innocenza. Demontis: orgoglioso di ispirarmi a lui Solidarietà dagli avversari interni. Spissu: mi spiace molto sul piano personale
CAGLIARI. I fedelissimi gli sono stati vicino come non mai. Chi non l’amava ma riusciva a sopportarlo, non gli ha girato le spalle. Neanche i nemici più accaniti, con stile, l’hanno azzannato. Dopo la condanna Soru è stato sostenuto senza se e senza ma da tutto il Pd. S’era scontata l’accorata difesa dei suoi, ha sorpreso con piacere l’ottima educazione, non solo politica, dell’altra metà o quasi dei democratici sardi. Almeno alla luce del sole ma potrebbero aver detto chissà cosa all’imbrunire, per fortuna i cannibali sono rimasti alla larga da una costa già travolta dalla tempesta.
I fedelissimi. È stato Pietro Cocco, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, fra i primi a parlare. «Voglio esprimere la mia personale solidarietà e il mio affetto all'amico e al politico Renato Soru. Conosco da sempre la levatura del suo rigore morale nonché la fermezza dei suoi principi, la sua storia e il suo amore per la Sardegna, per la quale si è speso anche a prezzo di pesanti rinunce private e professionali. Sono convinto che riuscirà presto a dimostrare la sua innocenza». Poi è stata la volta di Salvatore Demontis, che fra i soriani è uno dei corazzieri. «È un uomo onesto, leale, generoso e con grande senso delle istituzioni. Ha una visione politica geniale e sono orgoglioso di ispirarmi a lui. In questi anni, nessuno più di lui è stato svantaggiato dall'essersi dedicato alla politica. Non ho dubbi che abbia sempre agito in buona fede». Da Roma è arrivata la dichiarazione della deputata Caterina Pes. È stata sempre dalla parte del segretario, anche se fra i primi a chiedergli di pensare alla pace e non più alla guerra. «A lui mi legano molti anni di militanza politica comune e una lunga amicizia. Considero le sue dimissioni un gesto nobile, un atto inusuale in politica, fatto da una persona da sempre per bene».
Il resto del mondo Pd. Il senatore Ignazio Angioni, avversario di Soru nelle primarie del 2014, è stato deciso: «Ho sempre pensato che le divergenze politiche mai debbano riguardare i rapporti umani. Oggi mi sento di riconoscere a Soru coerenza e sensibilità per avere presentato immediate le dimissioni da segretario». Per Giacomo Spissu, portavoce dell’ex corrente amica dei popolari-riformisti, non ci sono dubbi: «Sono molto dispiaciuto sul piano personale. È vero che noi da questa crisi interna saremmo dovuti uscire molto prima, ma non certo in questo modo». Soru con Renzi ha sempre avuto ottimi rapporti, mentre con i renziani sardi solo in questi ultimi mesi c’è stato l’avvicinamento: Uno di loro, Gavino Manca, ha detto: «Mai avuto un dubbio sull’onestà, in tutti i campi, di Soru e continuerò ad averla con la stessa certezza di prima». È anche vero che alcuni del Pd hanno declinato l’invito di esternare. Però solo e sempre per opportunità politica, dal punto di vista umano nessuno, proprio nessuno, ha negato «piena e incondizionata solidarietà» all’ex segretario.
Gli altri partiti. I diversi alleati, anche questo va sottolineato, non si sono dannati certo l’anima nelle dichiarazioni pubbliche. Ma il senatore di Sel Luciano Uras di Sel a Soru ha inviato un messaggio in cui ha scritto tra l’altro: «Sono molto colpito e dispiaciuto. La stima che nutro in te è e rimarrà immutata». Il presidente nazionale dell’Upc Antonio Satta ha scritto in un comunicato: «Conosco Soru da molti anni e so che ha fatto molto per la Sardegna. Continuerà a farlo con la stessa generosità». (ua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
