Ryanair rassicura i sindaci «Via le tasse e restiamo»
Dublino: i primi cittadini di Sassari e Alghero a colloquio con l’ad della compagnia O’Leary: «Siamo pronti a iniziare la programmazione della stagione invernale»
ALGHERO. «We want to stay», «noi vogliamo restare», scrive il sindaco di Alghero, Mario Bruno, sul suo profilo facebook. La sua affermazione – accompagnata da un trionfo di punti esclamativi, che nel gergo dei social dovrebbe conferire il massimo della rassicurazione che quanto si va affermando è vero – è attribuita all’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary. Ieri a Dublino i due sono stati protagonisti di un faccia a faccia insieme al sindaco di Sassari, Nicola Sanna, e al direttore commerciale di Ryanair, David O’Brien. Non poteva essere un appuntamento risolutivo, perché per sciogliere i dubbi della compagnia irlandese ci vogliono i soldi che per ora la Regione non scuce e la cancellazione di un rincaro della tassa d’imbarco per cui il governo – dal premier Matteo Renzi al ministro dei Trasporti Graziano Delrio sino ad arrivare, non più tardi di due giorni fa, al sottosegretario dell’Economia e delle Finanze, Pierpaolo Baretta – si è detto pronto a tornare sui suoi passi. Parole, per ora. Alle quali Ryanair risponde con la stessa moneta. «Se viene meno quel balzello da 2,5 euro, la nostra intenzione è di restare ad Alghero», è la traduzione non letterale ma fedele del messaggio di O’Leary che Bruno e Sanna riportano da Dublino.
L’ottimismo. I due sindaci professano ottimismo e si dicono soddisfatti del summit. Certo, l’impegno di Ryanair è chiaro e netto, ma il concetto era stato già espresso da tutti gli uomini che siedono nella cabina di comando della più grande compagnia aerea del segmento dei voli low cost in Europa. Semmai, la vera novità è che «Ryanair si è detta disponibile a iniziare a lavorare sin da ora alla programmazione invernale del 2016». Ai profani potrebbe sembrare una mano tesa rivolta al vecchio socio, tanto per dimostrare che il vettore è animato dalle migliori intenzioni. È così, è senz’altro così ma non solo. A leggerlo bene, infatti, quel «non c’è tempo da perdere» che in qualche maniera e in qualche lingua rimbalza da un’isola all’altra, dall’Irlanda alla Sardegna, sa più di promemoria. Un post it da fissare sull’agenda del governo Renzi, più che sulla lavagna dello studio del presidente della Regione, Francesco Pigliaru, o degli amministratori e il management di Sogeaal.
I tempi. «Entro metà giugno Ryanair pianificherà i voli in vista della stagione invernale 2016/2017, la cancellazione dell’aumento della tassa, se non proprio di tutta la tassa, deve avvenire entro quella data». Sino a quel momento chiunque sarà il benvenuto a Dublino, ma non caverà un ragno dal buco. Al netto dell’ottimismo dei due amministratori locali del Nord Ovest Sardegna, la capatina in Irlanda qualche altro problema l’ha rivelato.
Costi eccessivi. «Si è parlato anche dei costi aeroportuali di Alghero, che sono considerati non competitivi rispetto a quelli di altri scali italiani ed europei», riferiscono Sanna e Bruno attraverso una nota congiunta che parla anche della «esigenza di lavorare immediatamente a un business plan che individui i ricavi incrementali su nuove rotte, sulla base del sistema del pubblico investitore in una economia di mercato, per ragionare insieme a Sogeaal del futuro del rapporto con Ryanair». Sembrerebbe un elemento nuovo, che induce a riflessioni più ampie. Un po’ come l’ultimo tema trattato, su cui Alghero, Sassari e anche Cagliari possono fare decisamente poco. «Ryabair chiede la rivisitazione delle linee guida nazionali, che andrebbero uniformate a quelle europee.
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