Pd, cercasi segretario
Assemblea il 21, possibile alleanza tra le correnti per un nome condiviso
SASSARI. Due settimane di incontri, la maggior parte informali, qualcuno ufficiale. L’obiettivo è trovare un accordo, quello mai raggiunto negli ultimi mesi di lotte intestine tra le correnti. A sorpresa, a portare l’unità insperata potrebbe essere proprio Renato Soru, il segretario dimissionario. La sentenza di condanna in primo grado - 3 anni - per evasione fiscale, ha lasciato sotto choc il patron di Tiscali e ha avuto l’effetto di una bomba per il Pd. Che non avrebbe mai immaginato di ritrovarsi all’improvviso senza una guida, anche se contestatissima, e soprattutto non per volere dell’assemblea. Soru non c’è più, il partito vuole e deve guardare avanti. Per ripulire l’immagine macchiata da sentenze e polemiche e presentarsi compatto agli elettori. Alle amministrative del 5 giugno, innanzitutto. Ma anche all’appuntamento successivo di ottobre, il referendum costituzionale che sta particolarmente a cuore alle componenti più renziane del Pd.
Settimane di passione. L’appuntamento potrebbe essere fissato per sabato 21 a Oristano. Ancora la data non è certa, di sicuro la presidente Giannarita Mele ha annunciato la convocazione dell’assemblea regionale del Pd. L’ha fatto subito dopo avere ricevuto da Renato Soru la comunicazione ufficiale delle dimissioni, un’ora e mezzo dopo la lettura della sentenza di condanna da parte del giudice del tribunale di Cagliari Sandra Lepore. La presidente del Pd ha detto di avere apprezzato la decisione di Soru «un gesto di grande amore verso la Sardegna», e ha capito che non c’era un minuto da perdere. All’assemblea di Oristano sono attese 180 persone, si riuniranno quando chi sta tessendo la trattativa riterrà che sia arrivato il momento giusto.
Gli scenari. La prima certezza è che le dimissioni di Renato Soru sono irrevocabili. Lo sanno anche i suoi fedelissimi, nessuno ha cercato di fare cambiare idea all’ormai ex segretario del Pd. Per questo la prossima assemblea dovrà eleggere un sostituto. E le strade sono due: quella del conflitto o quella dell’accordo. Nel primo caso, se dovesse andare in scena l’ennesimo braccio di ferro tra le correnti, il nuovo leader regionale verrebbe eletto a maggioranza. Se così fosse, per garantire equilibrio al suo fianco verrebbe nominato una specie di comitato di saggi in rappresentanza delle diverse anime del partito. Se invece dovesse vincere la linea della scelta concordata, il comitato non avrebbe ragione d’esistere, perché il nuovo segretario, individuato in maniera condivisa, sarebbe garante per tutte le correnti. Questo secondo scenario è ritenuto il più probabile, in un momento di tensione così forte. Il risultato è legato all’esito degli incontri in programma nelle prossime due settimane.
La scelta. Se il nuovo segretario dovrà fare da collante fra le correnti, è improbabile che provenga dai due principali gruppi contrapposti: i soriani da una parte e l’area che fa riferimento a Cabras-Lai e Fadda dall’altra. La scelta potrebbe cadere su un esponente della minoranza: o quella dei cosiddetti renziani della prima ora, oppure all’area che si ispira al senatore Ignazio Angioni, già candidato alla segreteria nel 2014.
I tempi. Sarà una segreteria lampo o quasi: entro la fine del 2016 è previsto il nuovo congresso, anticipato di due anni rispetto alla scadenza naturale. C’era già l’idea di non andare oltre al 2017, la vicenda Soru ha imposto una ulteriore accelerata.
Gli appuntamenti. Sono tanti quelli in agenda, ai quali il Pd vuole presentarsi unito e soprattutto con una guida. Il primo è tra un mese, le elezioni comunali: nell’elenco anche Cagliari e Olbia. E poi in autunno il referendum costituzionale, un appuntamento verso il quale guardano con particolare attenzione le anime più renziane del Pd sardo, che suscita invece minore appeal nei confronti di altre componenti che non sempre viaggiano d’amore e d’accordo con il governo nazionale. Il referendum è una prova importantissima di stabilità per il governo Renzi e il Pd. Che anche nell’isola punta a fare la sua parte.
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