La Nuova Sardegna

Sindacopoli, il consigliere regionale Antonello Peru sospeso dal Consiglio

di Giovanni Bua
L'aula del Consiglio regionale
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L'aula del Consiglio regionale

Scatta la legge Severino. Il documento è stato firmato dal premier Matteo Renzi. Al posto del vicepresidente siederà tra i banchi dell’opposizione il sassarese Giancarlo Carta

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SASSARI. La mannaia della “Severino” cala sulla testa di Antonello Peru. L’esponente politico di Forza Italia, arrestato il 5 aprile per l’inchiesta della procura di Oristano sugli appalti truccati, e tutt’ora detenuto nel carcere di Bancali, è da venerdì formalmente sospeso dall’incarico di consigliere regionale.

L’iter della legge anticorruzione si era già messo in moto da settimane, ma per l’ufficialità mancava il decreto del consiglio dei ministri, atteso ai primi di giugno e arrivato invece l’altro ieri sera alla prefettura di Cagliari. Il documento, firmato dal premier Matteo Renzi, sarà recapitato lunedì mattina al segretario generale del consiglio regionale, che ne prenderà atto. Con lo stesso decreto il seggio è stato assegnato al primo dei non eletti del collegio di Sassari, dov’era candidato Peru: Giancarlo Carta, di Forza Italia, che giurerà martedì in aula.

La sospensione non bloccherà l’indennità dell’ex vice presidente del consiglio, che sarà comunque più che dimezzata: percepirà il 70 per cento di 6mila euro lordi. La durata del provvedimento è di massimo 18 mesi, previsione fatta dall’allora ministro Severino nella convinzione che un anno e mezzo fosse sufficiente per arrivare a una sentenza di primo grado che, in caso di condanna, porterebbe al definitivo decadimento dalla carica.

Se però, durante i 18 mesi, Peru dovesse tornare “libero” potrà rientrare nell’aula di via Roma. Per libero non si intende la semplice scarcerazione, ma l’assenza da qualsiasi misura cautelare (basta l’obbligo di dimora per far scattare la legge).

Si chiude così, almeno per ora, la storia di “mister 8mila preferenze” in consiglio regionale, aperta nel 2009 con Cappellacci presidente e il primo dei suoi clamorosi successi elettorali: 5518 voti e secondo più votato in assoluto. La replica arriva nel 2014 quando il sorsese classe 1964, ex Dc e berlusconiano di ferro, non è nemmeno sfiorato dalla travolgente vittoria di Pigliaru, e prende 8mila voti battuto solo da Gianfranco Ganau. La sua poltrona cagliaritana resiste anche a qualche settimana di arresti domiciliari nel 2012 per l’inchiesta sulla Psiconeuroanalisi, la miracolosa cura delle demenze (senza l’utilizzo di medicinali) ideata dal neurologo Giuseppe Dore, vera e propria truffa secondo il procuratore Gianni Caria con le indagini preliminari che si chiuderanno a giorni. Inchiesta che nemmeno scalfisce la sua macchina del consenso, basata principalmente sulla Asl 1, storico feudo di Sorso e di cui Peru, laureato in Scienze politiche, è dipendente amministrativo e conosce ogni angolo e ogni segreto. «Perché prendo tanti voti? – aveva detto in occasione dell’ultimo successo elettorale – Perché ascolto tutti, ogni giorno».

Al suo posto in Regione arriva ora Giancarlo Carta, fratello minore di Rinaldo, patron della Cobec. 48 anni ispettore del lavoro, fedelissimo dell’ala An di Forza Italia (quella di Maurizio Gasparri e Carmelo Porcu) e da 16 anni in consiglio comunale a Sassari. Ha sfiorato due volte lo sbarco a Cagliari: nel 2009 quando prese oltre 4mila preferenze e risultò primo dei non eletti. E, di nuovo primo dei non eletti, nel 2014, dietro Peru e Tedde. Nel 2013 non ha seguito La Russa e Giuseppe Cossiga, con cui ha lavorato per 5 anni al ministero della Difesa, in Fratelli d’Italia, confermando la sua fedeltà a Forza Italia. Attualmente è vice presidente della commissione servizi sociali del Comune di Sassari.

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