La lite tra ragazzi finisce a coltellate
Insulti razzisti? Studente 20enne colpito alla schiena e a una spalla, un 18enne venezuelano accusato di lesioni gravissime
TEMPIO. Una parola di troppo, lo sfottò vagamente razzista dei ragazzi al passaggio di un giovane sudamericano e infine la lite, rapida e violentissima, conclusa con due coltellate ad uno dei contendenti e la fuga precipitosa dell’accoltellatore, che si è rifugiato in commissariato. A finire all’ospedale di Tempio, ieri pomeriggio, è stato un giovane studente gallurese, M. R. di 20 ani, colpito alla schiena e alla spalla da due fendenti che, fortunatamente, non gli hanno leso organi vitali. M. R., dopo la medicazione delle profonde ferite, è stato ricoverato in osservazione nel reparto di chirurgia del “Paolo Dettori”.
In commissariato, da ieri sera, c’è invece O.J, 18 anni appena compiuti, un giovane immigrato originario del Venezuela, residente da tempo, con i familiari, ad Aggius. L’accusa mossa nei suoi confronti, al momento, è quella di lesioni personali gravissime.
Il teatro dell’aggressione è stato il parco delle Rimembranze di Tempio, un ampio vialone davanti al palazzo di giustizia che, alle 18 di ieri sera, l’ora in cui è accaduto il fatto di sangue, era stracolmo di adolescenti che si intrattenevano a chiacchierare sulle panchine e di bimbi che giocavano nell’area giochi sistemata dall’amministrazione comunale sotto i lecci che ricordano i morti della prima guerra mondiale. Cosa abbia fatto scatenare la lite tra il gruppo di sette o otto giovanissimi tempiesi e il ragazzo venezuelano stanno cercando di ricostruirlo, attraverso la raccolta di innumerevoli testimonianze di giovanissimi e bambini (ascoltati negli uffici del commissariato alla presenza dei genitori) gli uomini della squadra investigativa della polizia di Stato diretta dal vice questore Raffaele Bracale. Stando alle prime indiscrezioni trapelate sull’accaduto la scintilla che avrebbe dato origine all’accoltellamento sarebbe stato lo scambio di battute tra i ragazzi tempiesi, seduti sul muretto del parco, e il giovane venezuelano che passava sotto gli alberi. Non è ben chiaro chi, tra i contendenti, abbia varcato la soglia della normale “dialettica” tra ragazzi sconfinando in parolacce e frasi razziste. La reazione del giovane venezuelano alla presunta aggressione verbale non sarebbe stata presa bene dal gruppetto, che avrebbe “sfidato” il ragazzo a fermarsi. Ad affrontarlo sarebbe stato il più grande del gruppo, M.R., sostenuto dai giovanissimi amici. Dalle parole ai fatti il passo sarebbe stato brevissimo, e nelle mani del venezualano sarebbe comparso un coltello a serramanico con il quale avrebbe colpito alla schiena e alla spalla il contendente. A quel punto le urla di quanti si trovavano al Parco delle Rimembranze hanno richiamato l’attenzione dei tanti adulti che erano presenti nella zona, che sono accorsi sul posto. Mentre M.R. veniva soccorso dal personale del 118 (la sede dell’associazione di volontariato è proprio sotto il parco) il venezuelano si rifugiava, inseguito da diversi giovani, dentro il commissariato, distante cinquecento metri, dove ha raccontato d’essere stato aggredito e di essersi dovuto difendere. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta da parte del sostituto procuratore della Repubblica di Tempio Elisabetta Atzori. I sanitari del “Paolo Dettori”, dopo aver sottoposto il giovane ferito agli accertamenti clinici e aver suturato le ferite da arma da taglio, hanno trasferito il giovane nel reparto di chirurgia. M.R. non versa in pericolo di vita.
(Con la collaborazione
di Angelo Mavuli)
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