Meridiana, la tregua scricchiola
Posizioni più lontane tra società e sindacati. Il ruolo del nuovo ministro Calenda
OLBIA. Meridiana prevede di spendere 60 milioni nella manutenzione degli aerei. Ma la sua società, quelle che le fa, ha ricavi per poco più di 30 milioni. E dunque, dove verranno spesi gli altri 30 milioni? Fuori da Olbia? Su questa analisi (e non solo) le posizioni di Meridiana e sindacati, ieri a Roma, si sono allontanate. Molto.
Era il primo incontro dopo la fine (momentanea) dello sciopero dei tecnici andato avanti per quasi 20 giorni, e non è andato bene. Perché? I sindacati annotano che l’azienda ha fatto un altro passo indietro, riportando in primo piano la necessità di trattare sui 75 licenziamenti annunciati, invece di parlare di come far funzionare di più, e meglio, l’hangar di Olbia.
«Partiamo da un dato – dice Franco Monaco, segretario provinciale della Cgil trasporti –. La compagnia aerea Meridiana ha messo in bilancio che nei prossimi anni spenderà, all’anno, 60 milioni per la manutenzione degli aerei. E invece il bilancio delle società delle manutenzioni, Maintenance, parla di ricavi per 32-33 milioni. Dove verranno spesi, dunque, gli altri 30 milioni? In altre società esterne al gruppo? Il primo punto è: Meridiana ci dia certezze sul fatto che tutti i lavori di manutenzione degli aerei del gruppo siano fatti nell’hangar di Olbia. Secondo punto: solo a quel punto possiamo discutere di organizzazione del lavoro».
Per i sindacati, se tutti i lavori sugli aerei venissero fatti a Olbia - e non all’esterno, perché sarebbe ancora incorso un contratto con Lufthansa - non ci sarebbero i 75 esuberi dichiarati. Di questo si parlerà nel prossimo incontro, fissato per domani a Roma, al ministero dello Sviluppo (ieri non c’era alcuna rappresentante del Governo). L’assemblea dei lavoratori, rientrati al lavoro dopo la lunga protesta, è stata spostata da oggi a giovedì mattina: se da Roma non arriveranno buoni segnali, la protesta potrebbe riprendere.
Domani il vertice potrebbe essere quindi fondamentale per capire come potrà essere risolto un pezzo della lunga vertenza di Meridiana. Chissà se avrà un ruolo il nuovo ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che oggi prenderà possesso della poltrona lasciata vuota da Federica Guidi. Una buona notizia, per tutti, che ci sia un ministro. Per tenere i rapporti con Meridiana, con i sindacati e, anche, con il promesso partner Qatar Airways.
Giovedì, invece, sempre a Roma, nel giorno dell’incontro dell’azienda con i sindacati sugli assistenti di volo in esubero, ci sarà la manifestazione organizzata dall’Usb, “Meridiana Pride”, davanti a Montecitorio. E c’è l’adesione di un deputato del M5s, il sassarese Nicola Bianchi. (g.pi.)
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