Migranti, allarme nuovi sbarchi: non ci sono centri d’accoglienza
Le Prefetture corrono ai ripari e sollecitano la disponibilità di strutture temporanee La prossima settimana con l’arrivo del bel tempo potrebbero arrivare navi anche nell’isola
SASSARI. Uno sguardo al mare per capire che cosa potrebbe accadere. Il vento degli ultimi giorni ha fermato i barconi che partono dall’Africa in cerca di salvezza. Ma i migranti sono là, sulla riva, pronti a partire. E lo faranno non appena arriverà la bonaccia. Una parte di loro arriverà nell’isola. Trasferiti dalla Sicilia, terra del primo approdo, e poi smistati in tutte le regioni disposte ad accoglierli. La Sardegna è una di queste ma al momento può solo offrire un riparo temporaneo, cibo, cure mediche e un giocattolo ai tanti bambini. Le strutture per la seconda accoglienza, quelle dove a seconda delle situazioni i migranti dovranno trascorrere un tempo più o meno lungo, sono al completo. Gli ultimi bandi non hanno dato il risultato sperato, soprattutto nel Cagliaritano al quale è assegnata una quota pari al 47 per cento degli arrivi. Le prefetture cercano una soluzione, esaminano carceri dismesse e strutture demaniali inutilizzate. La sensazione è che almeno un paio siano giudicate idonee, per esempio l’ex scuola di polizia a Monastir. Ma non basta, perché l’emergenza è dietro l’angolo.
I numeri. La quota destinata all’isola resta ferma al 2,98 per cento in un quadro generale in continua evoluzione. La certezza, al momento, è che entro l’anno in Sardegna arriveranno almeno altri 3mila migranti oltre ai duemila già sbarcati al porto di Cagliari. A dare i numeri è stato qualche giorno fa il governatore Francesco Pigliaru, che ha illustrato le strategie della Regione per favorire una reale integrazione. Ma l’emergenza vera è rappresentata dalla scarsità di alloggi a disposizione. E c’è da considerare un altro aspetto. L’eventuale chiusura delle frontiere potrebbe tradursi in un aumento della quota destinata all’Italia e in maniera proporzionale alla Sardegna.
Alloggi subito. La prefettura di Cagliari corre ai ripari e rinnova l’invito a presentare manifestazioni d’interesse a chi può offrire un servizio d’accoglienza temporaneo ai migranti. Una procedura d’urgenza che corre parallela a quella ordinaria dei bandi e delle gare pubbliche. Con le manifestazioni d’interesse si punta a mettere insieme un certo numero di strutture nelle quali i migranti che potrebbero arrivare in questi giorni possano trovare una sistemazione provvisoria in attesa del trasferimento nel centro d’accoglienza abilitato. Nel frattempo va avanti l’esame delle offerte pervenute al bando di fine febbraio: l’iter non è ancora concluso, dunque al momento non è chiaro quante saranno le strutture e i posti disponibili.
Il quadro nel Sassarese. Qui la situazione sembra essere più tranquilla. Alla fine del 2015 la Prefettura aveva predisposto un bando per l’accoglienza di 1650 migranti: questo il numero complessivo stabilito per il Sassarese nel 2016. Al bando hanno risposto una quindicina di strutture e sono 13 quelli giudicate idonee. Tra le cooperative che si candidano a ospitare i migranti ce ne sono alcune che operano da tempo nel settore. Ma ci sono anche cooperative che cambiano tipologia di ospiti: da casa di riposo per anziani a struttura per rifugiati.
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