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Carta giura: l’aula è di nuovo al completo

Carta giura: l’aula è di nuovo al completo

L’esponente di Forza Italia subentra a Peru. Fratelli d’Italia presenta il ricorso contro Satta (Uds)

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CAGLIARI. Forza Italia ha ricompattato il gruppo in Consiglio regionale, ma non sa ancora chi scegliere per l’incarico vacante di vicepresidente dell’aula. Se il seggio che la legge anticorruzione Severino ha sfilato via ad Antonello Peru (in carcere dal 5 aprile per gli appalti truccati) è stato assegnato ufficialmente a Giancarlo Carta, sulla nomina continua l’incertezza. C’è anche un retroscena a metà fra lo stile, parola testuale usata da un autorevole consigliere di Forza Italia, e il caso politico.

Il giuramento. Giancarlo Carta ha giurato e da ventiquattr’ore è lui il sessantesimo consigliere della XV legislatura, che è così ritorna di nuovo a pieno organico. Non lo era da tempo fra casi giudiziari (oltre a Peru, c’è stato quello di Giovanni Satta dell’Uds) e ricorsi amministrativi d’ogni tipo. A proposito, Fratelli d’Italia ha annunciato per oggi il deposito al Tar di quello contro Satta, subentrato a Gianni Lampis (Fdi-An)per decisione dell’Ufficio centrale elettorale. Se quel seggio dunque continua a essere in bilico, non dovrebbe essere più così per quello assegnato a Giancarlo Carta. Però anche in questo caso ci sono ancora diverse incognite: la sospensione di Peru, come prevede dall’anticorruzione, non dovrebbe durare oltre i 18 mesi e quindi comunque è un’assegnazione a tempo. L’altra incognita è questa: se Peru dovesse essere scarcerato, avrà diritto (sempre che non si dimetta) di riprendere possesso del seggio e questo potrebbe accadere in qualunque momento. A parte le varie incertezze tecniche, il giuramento del neo consigliere – primo dei non eletti due anni fa per Forza Italia nel collegio di Sassari – è filato liscio. Anche questa volta, così per il caso molto più complicato di Satta, non c’è stato l’applauso dell’aula. Sono state invece molte le strette di mano (erano state solo due per Satta) e alla fine Carta ha preso posto nei banchi del centrodestra vicino al capogruppo Pietro Pittalis. L’esordio è stato immediato: ha votato a favore, come il resto di Forza Italia, gli articoli della nuova Agenzia del lavoro.

Il caso. Invece Forza Italia ha congelato la scelta del vicepresidente sempre al posto di Peru. Stando alla prassi, quel posto le spetterebbe, ma ha preferito soprassedere. Uno dei motivi è proprio lo stile di cui sopra, in parte incomprensibile ma motivato così: «Non abbiamo fretta», ha detto Alessandra Zedda anche a nome del capogruppo. Però, secondo alcune indiscrezioni, Fi avrebbe in effetti un problema soprattutto politico. Non avrebbe trovato l’accordo sulla designazione, dopo che all’ipotesi Ignazio Locci si sarebbe aggiunta l’autocandidatura di Edoardo Tocco. Dunque, molto meglio soprassedere più in nome della convenienza e della pace interna che dello stile. (ua)

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