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Gli aspiranti sindaci d’accordo: un provvedimento necessario

Gli aspiranti sindaci d’accordo: un provvedimento necessario

OLBIA. Tutti d’accordo i candidati a sindaco di Olbia sull’importanza della legge approvata mercoledì (a parte Vanni Sanna dell’Alleanza civica che non è stato possibile contattare). Fuori dal coro...

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OLBIA. Tutti d’accordo i candidati a sindaco di Olbia sull’importanza della legge approvata mercoledì (a parte Vanni Sanna dell’Alleanza civica che non è stato possibile contattare). Fuori dal coro Cinquestelle: per la candidata Piccinnu la legge è molto lacunosa.

Per Settimo Nizzi (Forza Italia) candidato del centrodestra «ognuno può fare quello che vuole. Forza Italia, del resto, aveva dato libertà di voto ai propri parlamentari. Io non ho partecipato al voto, in effetti l’argomento non mi entusiasmava. Ma ritengo che in questa legge ci siano fatti importanti, come la regolamentazione del regime patrimoniale, la pensione, l’eredità. Tutte cose giuste che consentono a due persone che si vogliono bene, di poter vivere più serenamente. Resto del parere che sia giusta l’esclusione delle adozioni per le coppie di fatto».

Carlo Careddu (Pd) candidato della Coalizione Civica e democratica è molto soddisfatto. «Con questa legge il Parlamento ha permesso un ulteriore passo avanti del nostro paese nel riconoscimento dei diritti civili. È stata colmata una lacuna indegna di un paese moderno. Adesso penso che sia importante che si faccia un ulteriore passo approvando la legge contro l’omofobia. Le adozioni? Per ora non sono state inserite nella legge, ma penso che pian piano si arriverà anche a compiere questo importante passo».

Breve, sintetica ma particolarmente sentita la dichiarazione di Marco Balata, candidato per la coalizione che unisce l’Altra Olbia e i partiti identitari. «Quella di mercoledì è stata una bella giornata per l'Italia, il riconoscimento dei diritti è sempre una vittoria per l'intero paese. Una legge che regala nuovo ottimismo a tutti i cittadini italiani».

Maria Teresa Piccinnu, candidata a sindaco del Movimento 5 Stelle sostiene la tesi portata avanti anche in Parlamento dai grillini. «Il Movimento 5 stelle – dice la Piccinnu – pur essendo a favore della regolarizzazione dei diritti delle coppie di fatto, si è astenuto dal voto. Questo perché il governo, con Renzi, Alfano e Verdini, non ha consentito una discussione su importanti emendamenti che avrebbe potuto correggere una legge lacunosa. Si è preferito procedere invece con la fiducia. Ad esempio, vi sarà l'obbligo del pagamento degli alimenti anche in caso di breve convivenza». «Condivido – conclude la Piccinnu – l'astensione del Movimento 5 Stelle, volta a sottolineare da un lato la necessità di una regolamentazione in materia, dall'altro quella di esprimere una posizione comunque critica».

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