«Le nozze in Danimarca per non doverci separare»
ROMA. Marco e Davi. Romano il primo, brasiliano il secondo. Si sono sposati in fretta e furia il 6 aprile scorso a Copenaghen: «Non potevamo più aspettare perché stava per scadere il permesso...
ROMA. Marco e Davi. Romano il primo, brasiliano il secondo. Si sono sposati in fretta e furia il 6 aprile scorso a Copenaghen: «Non potevamo più aspettare perché stava per scadere il permesso turistico di mio marito - racconta Marco - Avrebbe dovuto prendere un aereo solo andata per il Brasile: dovevamo sposarci».
Si sono conosciuti alcuni anni fa, nel 2011, entrambi erano impegnati in altre storie e semplicemente si sono persi di vista quando Davi è ripartito per il Brasile. Un anno e mezzo fa Marco doveva partire per San Paolo e ha ricontattato quello che sarebbe diventato suo marito: un mese insieme a lui e il legame è diventato profondo ma la nuvola nera del rimpatrio era dietro l'angolo: «Un amico ci ha detto che in Danimarca la burocrazia per i matrimoni è estremamente ridotta - racconta - abbiamo fatto richiesta a febbraio e il 6 aprile siamo convolati a nozze. Adesso abbiamo presentato il certificato in questura e abbiamo ottenuto la coesione familiare, una carta che permette a Davi di rimanere in Italia per cinque anni per “motivi familiari”. La legge non è ancora abbastanza - dice Marco - ma, come ha detto il deputato Zan, è una legge che fa cultura».
Marco e Davi trascriveranno il loro matrimonio come unione civile ma il sogno è quello di trasferirsi in Brasile: «Ci stiamo pensando e là potremmo anche pensare ad adottare - dice - non abbiamo mai preso in considerazione la gestazione per altri perché vorremmo aiutare i tanti bambini che hanno bisogno». Intanto Marco e Davi stanno organizzando il ricevimento in Italia: «Fervono i preparativi perché vogliamo festeggiare con i nostri amici».
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