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l’intervista

Marzano lascia il Pd: «Una legge senza uguaglianza»

di Gabriella Cerami
 Marzano lascia il Pd: «Una legge senza uguaglianza»

ROMA. «Certo, lascio il Pd. Non ci ho ripensato». Michela Marzano, professoressa di filosofia morale a Parigi e ormai ex deputata dem, con una lettera indirizzata al capogruppo Ettore Rosato, ha...

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ROMA. «Certo, lascio il Pd. Non ci ho ripensato». Michela Marzano, professoressa di filosofia morale a Parigi e ormai ex deputata dem, con una lettera indirizzata al capogruppo Ettore Rosato, ha ufficializzato le sue dimissioni dal gruppo parlamentare perché delusa dal comportamento del partito sulle unioni civili: «Avevamo promesso la stepchild adoption e nella legge non c’è. Adesso promettono che presto sarà approvata una nuova normativa sulle adozioni. Bene, io li aspetto al varco, ma questa non è una legge di sinistra che rispetta l’uguaglianza».

Aderirà al gruppo di Civati?

«Ho aderito al gruppo Misto e non entrerò, per coerenza, in altri gruppi. Ciò che è certo è che continuerò a portare avanti le mie battaglie».

Lei ha accusato di incoerenza il Pd e il governo. Non le sembra che comunque l’approvazione della legge sulle unioni sia un primo passo?

«C’è sempre un doppio discorso da fare. Va benissimo aver portato a casa la legge. Ma perché si è promesso altro? Si è promesso che ci sarebbe stata la stepchild e invece non c’è».

È rimasta delusa?

«Quello che mi ha dato fastidio è aver promesso per tanti mesi delle cose che poi sono sparite dalla legge».

Oltre alla stepchild, cosa manca?

«È stato eliminato ogni riferimento a “famiglia” e “familiare”, si parla delle unioni civili come una semplice “specifica formazione sociale”, e aver stralciato la stepchild adoption rappresenta un vulnus per me difficile non solo da accettare, ma anche da giustificare pubblicamente».

Adesso come si tradurrà il suo impegno per garantire più diritti al Paese?

«Ho già depositato un progetto di legge per modificare la legge sulle adozioni così da permetterle non solo alle coppie sposate da più di tre anni ma anche alle coppie di fatto, a quelle dello stesso sesso e ai single. E poi sto seguendo l’iter di una legge sul testamento biologico e sul fine vita, che è incardinato in commissione Affari sociali».

Suoi ex colleghi del Pd come Scalfarotto o Concia, che chiedevano qualcosa in più, erano lo stesso a Fontana di Trevi a festeggiare insieme al ministro Boschi.

«È giusto festeggiare l’arrivo di una legge visto che c’era un vuoto normativo, ma adesso bisogna rimboccarsi le maniche perché questa legge, così com’è, non basta. Non voglio accusare nessuno, ma mi limito a constatare che per mesi si è parlato di stepchild per poi toglierla. Adesso si promettono cambiamenti radicali sulla legge sulle adozioni, io li aspetto al varco. Non si può tornare indietro sulla parola data e fare come se nulla fosse stato mai detto. Non ci siamo comportati come un partito di sinistra».

Quindi questa legge sulle unioni civili non è di sinistra?

«La stella polare della sinistra è l’uguaglianza di tutti e tutte. Uguaglianza che in questa legge non c’è. È necessario dare una diversa immagine della politica, che prima di tutto deve essere morale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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