Tetti: vittoria a metà, legge monca senza le adozioni
SASSARI. Lo stralcio della stepchild non era andata giù a gran parte dei movimenti Lgbt. Tra questi anche il Movimento omosessuale sardo, che aveva vissuto il rinvio delle adozioni come un affronto....
SASSARI. Lo stralcio della stepchild non era andata giù a gran parte dei movimenti Lgbt. Tra questi anche il Movimento omosessuale sardo, che aveva vissuto il rinvio delle adozioni come un affronto. E così il sì del Parlamento alle legge Cirinnà è considerata una vittoria a metà. «Dopo 20 anni di promesse elettorali siamo davanti a un passo avanti – sostiene la presidente Barbara Tetti –. Questa legge dà tutele e riconoscimenti che prima non esistevano. Purtroppo però non tiene conto delle famiglie arcobaleno. Non portare a casa la stepchild adoption è stata una sconfitta. Soprattutto per come è stata condotta la campagna, utilizzando come pretesto la gestazione per altri, volgarmente chiamata utero in affitto». Barbara Tetti racconta di un clima peggiorato nei confronti dei gay. «In questi anni abbiamo subito di tutto, dai family day ci sono piovuti addosso insulti di ogni tipo. È già nato il comitato per il referendum abrogativo. Mi auguro si arrivi alle urne. A quel punto, ne sono certa, dopo divorzio e aborto questi si prenderanno il terzo schiaffo dagli italiani». (al.pi.)
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