Garau, un’inchiesta dietro lo stop
La nomina del capo della Procura: convocati al Csm il procuratore Saieva e l’ex capo della Dda Mura
CAGLIARI. C’è un’inchiesta giudiziaria condotta dalla Dda di Cagliari che riguarda il contrattone di project financing da 925 milioni firmato dall’Asl 3 per la ristrutturazione dei presìdi sanitari di Nuoro, Sorgono, Macomer e Siniscola. Nelle carte di quest’inchiesta compare incidentalmente il nome di Andrea Garau, l’attuale procuratore capo di Nuoro. Si trova fra i documenti trasmessi dalla Procura generale di Cagliari al Csm, quelli che - è notizia di giovedì sera - hanno bloccato la sua nomina a procuratore capo di Cagliari, in buona parte conversazioni intercettate dell’imprenditore Danilo Migliorini in cui si fa riferimento a rapporti fra lui - deus ex machina dell’affare nuorese - e l’attuale capo della Procura di Nuoro: «Dobbiamo vedere Andrea» è una delle frasi riportate da Repubblica, dieci pagine di trascrizioni cui sono seguiti altri recentissimi atti d’indagine della Guardia di Finanza, quattro pagine fresche di stampa. Nel carteggio finito a Roma si parla anche di un omaggio, qualche pacco di pasta, e di un invito a cena rivolto a Garau da parte dell’imprenditore. Episodi probabilmente da considerarsi insignificanti se la posizione di Migliorini non fosse sotto la lente della Dda di Cagliari, che indaga sull’operazione project financing in cui il manager ha svolto un ruolo centrale. A denunciare presunti imbrogli in quell’operazione sono stati i rappresentanti del Movimento 5 Stelle e la consigliera regionale Anna Maria Busia. Denunce circostanziate e forti, che non sono passate inosservate. L’onda lunga di quella vicenda ha ora raggiunto il Csm, condizionando la battaglia per la carica di procuratore capo di Cagliari in una fase storica in cui nel capoluogo dell’isola a occupare i banchi degli imputati sono molti rappresentanti politici.
Ora comunque tutto dipende dalla valutazioni che farà l’organo di autogoverno della magistratura delle pagine finita in due fasi nelle mani della commissione proprio alla vigilia della nomina, pagine che dimostrerebbero soltanto un rapporto di conoscenza e di frequentazione tra Migliorini e Garau. Rapporto che però a questo punto scotta, perché la conseguenza è che una volta a capo della Dda, Garau - che pure non c’entra con gli affari condotti sulla sanità nuorese e non è indagato - si troverebbe a gestire un’indagine che seppure incidentalmente e senza alcuna ipotesi d’accusa coinvolge il suo nome. Per questo la Dda ha dovuto informare la Procura generale, che in base alla legge e ai poteri di controllo che le norme le conferiscono non poteva che valutare e trasmettere gli atti al Csm. Ed è esattamente quello che ha fatto il procuratore Roberto Saieva.
L’effetto dell’iniziativa, da considerarsi un atto dovuto, è stato comunque devastante: prima lo stop alla nomina ormai data per imminente da parte del plenum del Csm, fra scambi di minacce e toni altissimi. Poi la secretazione degli atti in commissione decisa dal vicepresidente Giovanni Legnini e la convocazione per lunedì prossimo a palazzo dei Marescialli di Saieva e dell’ex capo della Dda Mauro Mura. Il giorno dopo è in programma l’audizione di Garau e del concorrente alla poltrona di procuratore capo, Gilberto Ganassi. Il tutto in un clima avvelenato, dove si parla apertamente di dossieraggio e si profila uno scontro senza esclusione di colpi tra le correnti di Magistratura indipendente, capeggiata per la Sardegna da Luca Forteleoni, e di Area, che fa riferimento a Nicola Clivio.
Indicato da Mi, Unicost e laici del centrodestra, Garau ha battuto con quattro voti a due la concorrenza di Ganassi, sostenuto da Area, l’ex Magistratura democratica, la corrente di sinistra. Ma questa vicenda potrebbe rimettere tutto in discussione, aprendo la strada a soluzioni diverse.
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