La Nuova Sardegna

le testimonianze

I parenti chiusi nel loro dolore

I parenti chiusi nel loro dolore

I colleghi del giovane: «È un bravo ragazzo, tutto questo è assurdo»

2 MINUTI DI LETTURA





SETTIMO SAN PIETRO. Un bel ragazzo con gli occhi azzurri, cameriere molto professionale, che piaceva ai clienti e che era gentile con i compagni di lavoro. Questo dicono di Igor Diana i dipendenti del Bellavista, il ristorante del Margine Rosso di Quartu, il locale dove il giovane ha lavorato per tutta l’estate 2015. «L’avevamo chiamato altre due volte di rinforzo – dice la titolare, niente nomi -. Non posso credere a quello che è successo. Non mi sembra possibile, non da un ragazzo così». Il pizzaiolo, che abita a Maracalagonis, a un amico che gli chiedeva se volesse parlare di Igor ha risposto con un messaggio sul cellulare: «Era un bravo ragazzo. Non mi far parlare con nessuno, non è il momento».

A Settimo, sul campanello della casa di via Copernico 13 c’è un cartello che invita i Testimoni di Geova a non suonare. Dietro il cancello, attirano l’attenzione un alto cespuglio di rose e le piantine aromatiche che cominciano a spuntare. Quasi non si nota il cartello bianco con l’avviso “immobile sottoposto a sequestro”. Ma Alessio Diana, fratello minore di Igor, in questa casa è potuto entrare solo col permesso del magistrato. Giovedì il giovane, 24 anni, militare, è venuto a prendersi qualche indumento. Adesso vive in casa degli zii Usai, in via della Stazione. La zia Lucia, sorella della madre, è colei che ha trovato il padre morto nello scantinato. Aveva una copia delle chiavi della villetta e mercoledì è entrata a vedere se fosse successo qualcosa, così le aveva chiesto di fare proprio Alessio, che da due giorni non riusciva a parlare al telefono col padre né con la madre. Ieri a casa di Lucia Corgiolu era un viavai di persone, Alessio non c’era, il figlio di lei, Emilio Usai, chiedeva «un po’ di rispetto». «Non è il momento di parlare», spiegava sulla porta di casa. Anche al bar Aurora, quello dove Igor Diana si è recato lunedì, nessuno vuole più raccontare niente. (a.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative