Il futuro del Banco nella Bper
Si cerca di capire il ruolo dell’istituto di credito nell’economia dell’isola dopo la trasformazione in spa
SASSARI. Il futuro del sistema creditizio in Sardegna passa per la rivoluzione che attraversa la Bper. La società che controlla il Banco di Sardegna sta per diventare una spa. È al centro della riforma del settore delle banche popolari, alle quali un decreto legge del 2015 impone la trasformazione in spa. La paura è che si perda il legame con il territorio. Ma in queste settimane è in corso un’altra piccola rivoluzione. Il Banco di Sardegna e la Banca di Sassari, stanno per accorpare una quarantina di filiali nell'isola. Labanca di Sassari manterrà una specializzazione nella monetica elettronica e nel credito al consumo per tutto il gruppo. Alla Camera di Commercio una tavola rotonda organizzata dalla Fisac-Cgil è servita per chiarire alcuni aspetti di questa riforma. «Il credito deve mantenere la sua attività meritoria per la crescita delle imprese locali e degli investimenti in Sardegna – dice il segretario della Cgil Michele Carrus –. La partecipazione della Fondazione nel gruppo Bper deve garantire nel piano di riorganizzazione le esigenze del sistema isolano, nel quale il Banco di Sardegna rimane la banca leader di riferimento. Non si può riorganizzare la rete guardando solo alle performances medie del gruppo». La Fisac-Cgil nel 2013 aveva elaborato una serie di proposte di riforma raccolte nel “Manifesto per una buona finanza”. « «Dopo tre anni di segno meno il sistema del credito in Sardegna da dicembre è tornato in positivo, andamento confermato anche a febbraio. E se lo scorso anno l’erogazione del credito riguardava il consolidamento o la ristrutturazione oggi cominciamo a vedere anche una ripresa di investimenti ed erogazione, nonché affidamenti legati al capitale circolante», ha spiegato Giuseppe Cuccurese, intervenuto come presidente della Commissione Sardegna dell’Abi. «Questa riforma era sulla graticola da una trentina di anni. Riguarda “giganti”, banche che superano gli 8 miliardi di attivo. Quello che ci dobbiamo chiedere è invece: un’assemblea con centinaia di persone può governare un gruppo bancario presente su quasi tutto il territorio nazionale? Il principio una testa un voto va bene se il radicamento con il territorio è reale e molto stretto», ha fatto notare Antonello Arru, presidente del Banco di Sardegna. Ma la trasformazione in società per azioni della Bper avrà conseguenze per la Sardegna? «Il sistema delle banche popolari in Italia è diventato un’altra cosa rispetto a come era nato. Noi siamo molto in ritardo, la Bper sarà l’ultima a trasformarsi in spa. E questo non è per me un elemento positivo», ha aggiunto Antonello Cabras, presidente della Fondazione di Sardegna. All’incontro ha partecipato l’assessore regionale alla Programmazione Raffaele Paci, che ha ricordato le soluzioni studiate dalla Regione per aiutare le imprese. «Le nuove regole europee permettono alcuni interventi, ma richiedono il rispetto di determinate condizioni. Se il pubblico interviene direttamente questo si prefigura come aiuto di stato alle imprese. Le risorse ci sono, oltre 500 milioni per il prossimo triennio. Abbiamo previsto per le piccole e medie imprese voucher da 15 mila euro, da assegnare “a catalogo” e altre misure “a sportello”, con bandi periodici certi, e poi diverse linee d'interventi, ricomprendendo tra i settori anche il commercio».
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