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uranio impoverito

Scanu: sui soldati malati sarà l’Inail a decidere

Scanu: sui soldati malati sarà l’Inail a decidere

SASSARI. Aprire le difese della Difesa è diventata un po’ la sua missione. Il deputato Pd Gian Piero Scanu guida la commissione sugli effetti dell’uso dell’uranio impoverito. Un parlamentino che...

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SASSARI. Aprire le difese della Difesa è diventata un po’ la sua missione. Il deputato Pd Gian Piero Scanu guida la commissione sugli effetti dell’uso dell’uranio impoverito. Un parlamentino che porta avanti una piccola rivoluzione. Rovesciare la prospettiva dei rapporti tra militari e civili. L’ultima proposta, che diventerà legge, è la possibilità che a decidere se ci sia un rapporto causa effetto tra la malattia contratta da un militare e la sua attività nell’esercito sia un organismo terzo.

Domestici. Tecnicamente si chiama giurisdizione domestica. In pratica è consuetudine per cui a stabilire se un soldato si sia ammalato durante il servizio sia una commissione composta da militari. Il Comitato di verifica valuta se le patologie siano connesse alle mansioni svolte durante il servizio. Il tempo medio perché sia riconosciuta la patologia e il risarcimento è di dieci anni. Ma ora la commissione vuole che a giudicare i casi dei militari sia l’Inail, un ente terzo e civile. «In questo modo sarebbe abolito il ricorso al comitato – spiega Scanu –. Con questa legge si separerebbero controllore e controllato e si uscirebbe dalla giurisdizione domestica. Il giudizio sarebbe oggettivo e del tutto imparziale».

La svolta. Scanu ha premuto l’acceleratore e ha trasformato una commissione quasi meditativa in un parlamentino capace di rovesciare realtà cristallizzate da decenni. La relazione intermedia, quella che già mette nero su bianco le conclusioni della Commissione, sarà presentata già a giugno. Il motivo è semplice e Scanu l’ha spiegato più volte. Se le conclusioni, e le richieste, della commissione arrivano in parlamento già da ora, alla Camera ci sarà a disposizione oltre un anno e mezzo per approvare le proposte.

Le due linee. E nella relazione saranno contenute due linee fondamentali. Da una parte la scelta che a decidere sui casi dei soldati che presentano patologie sia l’Inail. In questo medio si eviterà che i tempi per avere giustizia superino i 10 anni, come accade ora. Ma la Commissione lavora anche in un’altra direzione. Creare le condizioni per migliorare la qualità della sicurezza. Vengono cambiate le regole per evitare che si creino nuovi casi di militari che hanno sviluppato patologie durante il servizio. L’altro filone è quello del cambiamento di chi deve giudicare sui casi controversi. La commissione in questi mesi ha acquisito una serie di elementi scientifici e ha studiato la legislazione. Tra i collaboratori che hanno contribuito alla stesura di questa proposta di legge c’è anche il procuratore Raffaele Guariniello.

Non solo tribunali. Non lo si può dire a voce troppo alta, ma il deputato Pd Scanu in questi anni sembra essere il più determinato antimilitarista tra i parlamentari. Prima l’attività per stoppare l’acquisto miliardario degli F35. Poi la norma rivoluzionaria, il Lodo Scanu, che di fatto ha rovesciato ruoli cristallizzati. Il Lodo prevede che sia il parlamento a controllare e approvare in definitiva le spese dei militari. Fino a quel momento l’esercito era una sorta di zona franca. Solo il governo poteva controllarne le spese. Dopo il Lodo Scanu il parlamento ha acquistato questa prerogativa. Da sempre il deputato Pd insiste per un superamento della siutazione attuale delle servitù militari dell’isola, con la riconversione del poligono di Quirra e la chiusura dei poligoni di Teulada e Capo Frasca. Solo qualche mese fa Scanu era finito al centro delle cronache nazionali per il caso Tempa Rossa che era costato il posto al ministro Federica Guidi. Scanu è stato definito «Un pazzo che non si riesce a fermare neanche con il bazooka» dalla cricca di Gianluca Gemelli, l’ex compagno della ex ministra Federica Guidi, finito nei guai nell’inchiesta petrolio. Scanu era finito nel mirino del comitato d’affari per avere chiesto chiarimenti sul programma navale. La posizione di Scanu non era gradita neanche all’interno del suo partito. Lui con coraggio ha denunciato in modo pubblico le pressioni sui componenti della commissione. Ma dalle intercettazioni dell’inchiesta è emerso come il comportamento di Scanu sia stato di ostacolo alle operazioni della cricca. (l.roj)

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