La Nuova Sardegna

Animalisti e vescovi al fianco del Papa: «Amore per tutti»

di Claudio Zoccheddu
Animalisti e vescovi al fianco del Papa: «Amore per tutti»

Monsignor Sanna: «Mai negare attenzioni e compassione» I padroni di cani e gatti: «Noi vicini anche a chi ha bisogno»

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Probabilmente non se lo sarebbe aspettato nessuno dal primo Papa che ha scelto il nome di Francesco, il santo di Assisi autore del Cantico delle creature. Il commento sulla cura degli animali che non dovrebbe sostituire la mancata attenzione nei confronti dei vicini di casa ha scatenato la reazione di chi ha scelto l’animalismo come passione e, in qualche caso, come ragione di vita.

«Quante volte vediamo persone che curano i gatti o i cani e poi lasciano morire di fame i vicini di casa», ha detto Papa Bergoglio durante l’udienza giubilare in piazza San Pietro.

«Un modo per risvegliare il sentimento di fratellanza che dovrebbe legare tutti gli uomini», hanno commentato gli interpreti vicini al Santo Padre. «Una pericolosa gaffe», hanno chiosato gli animalisti che si sono sentiti chiamati in causa dalla più importante autorità religiosa durante un’udienza nel centro nevralgico della religione cattolica, davanti a migliaia di fedeli.

Le parole del Papa hanno trovato un interprete nell’arcivescovo metropolita di Oristano, monsignor Ignazio Sanna, che è anche presidente del comitato per gli studi superiori di teologia e di scienze religiose della Cei: «Il Papa ha spiegato il concetto di pietà e di compassione, con l’intento di esortare tutti a combattere l’indifferenza. Ha detto che la pietà non deve essere confusa con la compassione e che l’amore che si prova nei confronti degli animali non deve fare in modo che si possa rimanere indifferenti alle sofferenze dei fratelli», ha spiegato l’arcivescovo, «quindi il Papa non ha detto che si deve negare l’attenzione agli animali ma che bisogna prestarla a ogni essere vivente senza ovviamente trascurare un eventuale vicino che soffre e che ha bisogno di aiuto. Tuttavia, devo ricordare che, secondo la Bibbia, l’uomo è l’unica creatura che Dio ha voluto per se stesso»

Le reazioni al commento di papa Bergoglio sono arrivate anche dalla Sardegna perché gli amanti di cani e gatti non transigono quando si parla dei loro animali, anche se a farlo è una delle icone più amate al mondo: «Il problema è che le parole del Papa sono state strumentalizzate e interpretate in tanti modi. Forse è stata un’uscita sfortunata ma sono sicuro che molti useranno questo concetto, anche stravolgendolo, per darci contro. È già successo», spiega Andrea Atzori, uno dei gestori della colonia felina di Su Pallosu, in provincia di Oristano, diventata un punto di riferimento per i gattari di tutta la Sardegna e per tanti curiosi che si appassionano alle vicende dei gatti che hanno scelto la spiaggia come dimora, «con tutto il rispetto possibile mi sento di dire che una cosa non esclude l’altra. La tutela degli animali non si contrappone al dovere di solidarietà che ci deve unire ai nostri fratelli».

Reazioni decisamente più pacate rispetto alle critiche piovute addosso al Santo padre da tutta Italia con in testa il presidente dell’Aidaa, l’associazione che si occupa della difesa degli animali e dell’ambiente: «Parole irresponsabili e fuorvianti», ha detto Lorenzo Croce, «Amare gli animali non è alternativo a voler bene al prossimo ma solo complementare. Francesco si dovrebbe occupare dei problemi della Chiesa perché gli amanti degli animali riservano lo stesso sentimento anche verso gli uomini. Nella mia esperienza di vita ho sempre visto situazioni esattamente inverse, e cioè persone che dicevano di amare il prossimo e in realtà odiavano uomini e animali», ha concluso Croce.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative