L’Asl unica sbarca in commissione
L’assessore Luigi Arru presenta oggi l’accorpamento delle aziende sanitarie
CAGLIARI. L’era dell’Asl unica comincia oggi. Alle 9.30, nell’aula della commissione Sanità del Consiglio regionale, ci sarà l’annunciato taglio del nastro. Quello che accadrà dopo è in gran parte ancora da scrivere, non mancheranno neanche le sorprese, ma ormai non si torna indietro.
La presentazione. A spiegare come la Giunta vuole accorpare il numero delle Aziende sanitarie (oggi sono otto, più le due universitarie e il Brotzu) sarà l’assessore alla Sanità Luigi Arru. Spetterà a lui dire come «sarà la rivoluzione», mentre se quando partirà non ci sono molti dubbi. Dovrà essere entro la fine di giugno, quando scadrà il mandato affidato due anni fa ai commissari traghettatori. Dal giorno dopo dovrebbe cominciare l’era di Unica, che si porterà dietro anche il nuovo 118 regionale (l’Areus), la centrale unica per gli appalti e una gestione amministrativa, personale compreso, che sarà accentrato. Stando alle previsioni della Giunta, a regime il risparmio dovrebbe essere dal 20 al 30 per cento degli attuali costi fissi. E sempre secondo l’assessorato «Unica sarà un altro passo decisivo verso l’azzeramento dello storico deficit della sanità». Si sa che da solo il sistema «ingoia» ogni anno quasi 3 miliardi e 300 milioni (la metà del bilancio della Regione) con un deficit ormai ben oltre il muro dei 750 milioni. Gli altri due pilastri della rivoluzione sono la riorganizzazione della rete ospedaliera, la discussione della bozza è stata sospesa in commissione proprio per lasciare spazio al disegno di legge sull’Asl unica, e i 70 milioni versati quest’anno dalla Regione come extra al posto del possibile aumento dell’addizionale Irpef che altrimenti sarebbe stato a carico dei contribuenti.
La mappa. Se l’Asl unica è una certezza, almeno sulla carta, non è chiaro ancora come sarà declinata , o meglio ancora organizzata, sui territori. Di sicuro il disegno di legge prevede le aree socio-sanitarie. Saranno otto all’inizio, i confini dovrebbero essere gli stessi delle attuali Asl, ma potrebbero essere anche meno quando la riforma degli Enti locali sarà operativa al cento per cento, con le prossime Unioni di Comuni e gli Ambiti ottimali, destinati a prendere il posto delle Province.
Un uomo solo al comando. Sarà il direttore generale di Unica. Avrà un potere enorme e un portafogli miliardario da controllare. Proprio sul suo ruolo sono accentrate le maggiori perplessità della coalizione di centrosinistra che sostiene la giunta Pigliaru. Sarà proprio il peso politico e tecnico del direttore generale, uno dei primi scogli da superare? È molto probabile.
L’orizzonte. I partiti dell’alleanza hanno da sempre più di una perplessità sul super manager. In questi giorni, in diversi hanno cominciato a mettere più di un paletto. Ma prima il presidente Francesco Pigliaru e poi lo stesso assessore sono stati più che chiari: «Siamo pronti ad ascoltare i suggerimenti e a migliorare la proposta, ma il disegno di legge non potrà essere stravolto». Altrimenti? «Le conseguenze saranno gravissime», ha detto il governatore, con Arru pronto a rilanciare: «Sull’Asl unica ci giochiamo tutto». È evidente che la Giunta difenderà con i denti il suo disegno di legge, ma i partiti della maggioranza non staranno certo a guardare.
Le proposte sul piatto. A parte quella della Giunta, ci sono quelle presentate dal Partito dei sardi (3 Asl e un polo ospedaliero Nuoro-Ogliastra), dai Riformatori (Azienda unica con qualche variazione tecnica rispetto alla bozza Arru) e dall’Udc: 3 Asl più i distretti provinciali. Ma è difficile che queste proposte di legge diventino un serbatoio di possibili correzioni ad Unica. Anzi, il consigliere regionale d’opposizione Michele Cossa (Riformatori) è convinto del contrario: «C’è chi, in maggioranza, proverà ad affossare la sua Giunta». (ua)
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