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Entrate, i sovranisti: Pigliaru aveva ragione

Entrate, i sovranisti: Pigliaru aveva ragione

Il partito dell’assessore Paolo Maninchedda riconosce al governatore il merito di una vittoria storica

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CAGLIARI. Il presidente del Partito dei sardi e assessore Paolo Maninchedda è stato fra i più entusiasti: «Vittoria!», ha postato, Fra i più critici, i Riformatori: «Ma gli arretrati che lo Stato ci doveva non superavano i 10 miliardi? L’ha detto Soru nel 2005, eppure incassiamo solo 900 milioni». Il giorno dopo la conclusione della Vertenza entrate maggioranza e opposizione continuano a prenderselo, il merito, o a scaricare le colpe sull’avversario.

La maggioranza. Sempre molto critico, se non contestatore, stavolta Maninchedda non solo ha scomodato la storia per l’«inversione del gettito», perché d’ora in poi sarà la Sardegna, con la sua Agenzia delle entrate, a incassare le tasse per prima e non dovrà più aspettare i tempi dell’Erario nazionale», ma è andato oltre. «Fino ad oggi – ha scritto – non c’era riuscito nessuno. Si può dire tutto della strategia “morbida” di Pigliaru col Governo, ma questo è un risultato che gli dà ragione». Dunque, i sovranisti hanno riconosciuto quanto dovuto al governatore, pare molto meno al governo Renzi, e di per sè questa è già una notizia. Molto più istituzionali sono stati i toni dell’assessore al Bilancio Raffaele Paci. «Possiamo contare finalmente su risorse sicure da utilizzare in totale autonomia per migliorare la qualità della vita, rilanciare lo sviluppo e far crescere il lavoro». Anche il gruppo del Pd in Consiglio ha fatto festa: «È un successo che aspettavano da 10 anni e l’aver ottenuto anche gli arretrati conferma quanto fossero forti i diritti rivendicati». Per Anna Maria Busia (Cd): «Ora, più che mai, bisogna procedere con l'importante e decisivo passaggio: l'Agenzia sarda delle entrate».

L’opposizione. Se Fi, a caldo, era andata giù dura fino a scrivere «altro che festeggiare, apriamo una nuova vertenza per riprenderci quello che c’è stato rapinato», il giorno dopo sono stati i Riformatori a incendiare la piazza. «Quelle che continuano a mancare – ha scritto Attilio Dedoni – sono le risposte a poche domande. Quante risorse sono state trasferite alla Regione dopo il 2006? Quanti altri debiti lo Stato ha accumulato e non stati pagati? Quanto ha speso la Regione, dal 2006 in poi, per sanità, continuità territoriale e trasporto pubblico? Nessuno finora ha reso note queste cifre e anche Pigliaru si guarderà bene dal farlo».

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