Asl unica, i sindacati: «No alle imposizioni»
Convocati in Consiglio regionale, confermano le molte perplessità sulla riforma La Cgil: «C’è un deficit di democrazia». La Cisl: «Ancora troppa confusione»
CAGLIARI. Asl unica? «Buona l’idea, ma il progetto non può essere calato dall’alto», parola della Cgil. «Ci sarà un vero risparmio o invece peggiorerà la qualità?», ha rilanciato la Cisl. «Lo sconforto è così forte fra la gente che alcuni rinunciano addirittura a curarsi», è stato l’amaro commento degli altri sindacati, dalla Uil all’Ugl. Questo o molto altro ancora hanno detto i segretari nell’aula della commissione Sanità del Consiglio regionale. Convocati dal presidente Raimondo Perra (Psi)per capire cosa pensassero dell’Asl unica, sono andati giù fra il pesante e molte, troppe, perplessità.
Cgil. Michele Carrus ha detto: «Lo spirito del cambiamento non può che essere condiviso, ma una rivoluzione di questa portata avrebbe dovuto nascere attraverso una maggiore partecipazione popolare». Il sindacato ha detto con forza: «Esiste invece un deficit di democrazia nelle scelte di politica sanitaria da parte della Giunta e del Consiglio». Michele Carrus ha messo poi l’accento su un problema già sollevato da diversi partiti dell’alleanza al governo, il centrosinistra. «È eccessivo – sono state le sue parole – il potere assegnato al direttore generale dell’Azienda unica». Secondo diverse indiscrezioni, proprio sul super manager si consumerà uno degli scontri più duri all’interno della maggioranza.
Cisl. «Avremmo preferito – ha detto il segretario Ignazio Ganga – una riforma fondata su tre pilastri insieme: sanità territoriale, emergenza-urgenza e nuova struttura di governo del sistema». Invece? «Con queste continue proposte spezzatino, prima una bozza poi un’altra mezza, non abbiamo neanche la certezza che la novità porterà a quel salto di qualità chiesto dai cittadini». La Sardegna – sempre secondo il sindacato – «ha esigenze particolari e i modelli presentati non possono essere, come lo sono quelli sul tappeto, solo economici e centralisti».
Uil. I cittadini sono molto delusi dalla qualità del sistema sanitario, è stata la denuncia del segretario Adolfo Tocco. «Le liste d’attesa – ha aggiunto – i disservizi e la burocrazia sono da troppo tempo le cause della disorganizzazione». Certo, serviva una scossa «ma con questa riforma – ha detto Tocco – si è preferito partire dal vertice della piramide e non è neanche ancora chiaro come funzionerà Unica e come saranno governati i territori». La conclusione è stata scontata: «Il nostro giudizio è negativo».
Ugl. I segretari Sandro Pilleri e Nonino Marroccu hanno messo l’accento su una riforma che per loro «appare molto più attenta ai conti che alle singole realtà». Secondo il sindacato, «il nuovo sistema è ancora confuso ed è davvero difficile capire come con l’Asl unica riusciremo ad azzerare le liste d’attesa e come ogni singolo ospedale o presidio potrà rispondere meglio alla richiesta forte di una sanità più efficiente».
La commissione. I lavori continueranno a essere no stop per i prossimi giorni. Il presidente Perra pare voglia concludere le audizioni entro l’inizio della prossima settimana. Giovedì è già in programma la prima riunione politica per decidere quale potrebbe essere la bozza definitiva delle quattro sul tavolo da portare in aula. (ua)
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