La Nuova Sardegna

Aprile da dimenticare, Sos dagli operatori

di Gian Mario Sias

Nello scalo “Riviera del Corallo” affari ridotti della metà. I taxisti: «Massimo tre corse al giorno»

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ALGHERO. Il -36,9% di passeggeri in aprile, dato pubblicato da Assaeroporti, non li sorprende. Gli effetti di quello che succede ce l’hanno sotto gli occhi. Gli operatori economici dell’aeroporto internazionale “Riviera del corallo” di Alghero sono preoccupati. «Una cosa del genere non si era mai vista», confida un gruppo di taxisti. Fanno capannello, chiacchierano, cercano di ingannare il tempo. Una giornata di lavoro “basati” all’ingresso dell’aerostazione è dura da trascorrere, di questi tempi. «È peggio di certi inverni – confidano – non stiamo lavorando per niente». Non solo aprile, anche maggio è un mezzo disastro. «Ci salviamo giusto con i charter – spiegano – per il resto è molto se facciamo tre corse in un giorno». Si consultano, fanno un paio di calcoli, e poi quantificano. «Più o meno, rispetto a un anno fa il calo è del 60%». Non che in città vada molto meglio. «Ieri un nostro collega che stava al porto in tutto il giorno ha fatto una sola corsa, ore di lavoro per otto euro», raccontano. Anche tra i negozi il pomeriggio è lungo. Per diverse ore, l’attuale programmazione non prevede neanche un volo. «Siamo preoccupati, rispetto a un anno fa c’è davvero un abisso, così è difficile», dicono dietro preghiera di non essere resi identificabili. Nella libreria situata tra i check in e le partenze c’è un po’ più di ottimismo. «Non è ancora opportuno fare ragionamenti del genere, aspettiamo la fine della stagione per fare i conti», è l’invito accompagnato da un sorriso carico di fiducia. Spostandosi verso i banconi delle società di autonoleggio, l’aria si fa di nuovo pesante. «Aprile è stato un vero e proprio disastro, non saprei come altro definirlo», ammette un operatore. Nessuno dispone ancora di una vera e propria raccolta di dati dello sfacelo, troppo presto per tracciare bilanci e per formarsi un’idea precisa. «Se dovessi dire come mi sento adesso, direi che sono terrorizzata – dice l’operatrice di un altro marchio – però non possiamo farci prendere dallo sconforto, aspettiamo l’avvio dei nuovi collegamenti previsti per giugno e vediamo cosa succede». La speranza è che cambi qualcosa, al momento «gli affari legati alla presenza qui sono azzerati», rilevano altri due addetti. «Ci salviamo grazie ai buoni rapporti commerciali con gli alberghi, che ci consentono di lavorare molto con i passeggeri che arrivano con i charter, ma in quel caso andiamo noi a consegnare le auto in hotel», spiegano. Di clienti al banco del “Riviera del corallo”, manco l’ombra. Dovendo fare un conto del decremento, i calcoli dei noleggiatori si avvicinano a quelli dei taxisti. «Sì, anche noi abbiamo perso almeno la metà del lavoro». Confronto negativo anche per il fornitissimo bar al centro dell’aerostazione. «Il calo è al di sopra del 20% – dicono – calcolando che la previsione concreta rispetto a un anno fa non era di mantenere le stesse cifre ma di migliorarle, la perdita è maggiore». Estremamente realista il direttore di Sogeaal, Mario Peralda. «Il calo dei passeggeri non è una sorpresa, ma l’aria ovviamente non può essere felice – dice – continuiamo a lavorare su un modello di sviluppo che consenta il recupero progressivo di quei flussi, siamo concentrati su questo».

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