Forzato il sistema d’accesso al data base
SASSARI. L'emorragia delle credenziali di accesso a LinkedIn.com lascia in apprensione decine di migliaia di iscritti sardi al social network che con tutta probabilità stanno maledicendo di aver...
SASSARI. L'emorragia delle credenziali di accesso a LinkedIn.com lascia in apprensione decine di migliaia di iscritti sardi al social network che con tutta probabilità stanno maledicendo di aver scelto una password troppo semplice. In realtà, gli utenti non hanno colpa. La progressiva ingegnerizzazione dei codici con cui si creano siti web e le numerose applicazioni di contorno sono studiate per guidare l'utente nella scelta della password più sicura. Durante la registrazione, molti siti internet richiedono una password che abbia una lunghezza minima, di solito sei caratteri. A volte chiedono di mescolare numeri e lettere e qualche maiuscola. Questo perché più la password è complessa e più risulta robusta a un attacco esterno. Infatti, il metodo più diffuso per scovare una password è la cosiddetta forza bruta, cioè andare a tentativi utilizzando tutte le possibili combinazioni di lettere e numeri. In realtà l'hacker agisce alla fonte, forzando il sistema che custodisce tutti i dati sensibili degli utenti. Acciuffando così milioni di piccioni con una sola fava. (s.s.)
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