Agroalimentare, la pasta di Thiesi scommette sull’export
Il laboratorio artigiano Tanda e Spada destina metà della produzione ai mercati esteri: Scandinavia e Inghilterra su tutti
INVIATO A THIESI. Dalle colline del Meilogu alla distribuzione in tutto il mondo. Il pastificio artigiano Tanda e Spada è un piccolo gioiello nato dall’idea di Natalio Tanda che, nel 1990, aveva deciso di puntare sulla pasta artigianale e su un piccolo laboratorio a conduzione familiare poco fuori dal paese in cui lavorare a secco il grano della zona.
Con il passare degli anni, e con l’apporto delle forze fresche del figlio Pasquale e del cognato Antonio Spada, il piccolo pastificio artigianale ha iniziato ad allungare lo sguardo oltre il Meilogu e a mettere nuove idee nell’incubatrice: «Come l’ampliamento della gamma dei prodotti, ad esempio la pasta aromatizzata al nero di seppia, alla bottarga, ai carciofi e agli asparagi. Ma anche, e soprattutto, l’essicazione del grano duro a 40 gradi, contro gli 80 delle produzioni industriali», spiega Antonio Spada che poi entra nel dettaglio, «così non si perde nulla del valore proteico e il risultato sul piatto è davvero evidente».
Accorgimenti che possono sfuggire ai non addetti ai lavori e ai palati meno raffinati ma che invece determinano la qualità di un prodotto che si sta facendo largo in Sardegna, nel resto d’Italia e anche nel mondo: «Diciamo che il 60% della nostra produzione viene destinato al mercato italiano, il 40% all’estero», spiega Pasquale Tanda che poi entra nel dettaglio dell’export della pasta di Thiesi, «soprattutto Francia, Regno Unito e Scandinavia. Ma anche Germania e Slovenia. Poi ci sono le mete al di fuori della Cee, come la Russia e gli Emirati Arabi, Dubai in particolare. Ma anche Cina, Giappone, Australia e Stati Uniti, anche se in questi casi si tratta di distribuzione esclusiva per la ristorazione».
Il segreto del successo di Tanda e Spada è tutto nel sistema allestito per arrivare a un prodotto di qualità in grado di conquistare il mercato. Il granaio a cui attingono si divida tra Sinis e Marmilla e ha una dimensione di 33mila ettari.
Negli ultimi cinque anni, infatti, c’è stato un incremento di 13mila ettari di coltivazione per nel 2011 l’estensione dei campi coltivati a grano era di appena 20mila ettari. A dare una mano alla diffusione di una coltura storica per la Sardegna è stata l’idea associazionista promossa proprio da Tanda e Spada: «Abbiamo realizzato la prima filiera del grano duro, forse l’unica che funziona davvero in Sardegna in questo momento. I produttori possono contare su un minimo garantito, che ovviamente aumenta quando vengono raggiunti determinati standard, e poi noi ci preoccupiamo di trasformare il prodotto e di confezionarlo».
I marchi sul prodotto finito sono differenti. C’è quello del pastificio ma anche quelli che nascono dalle collaborazioni con i grandi distributori. Come quella con Conad, che ha portato la pasta di Thiesi in tutta la Penisola con l’etichetta Sapori e Dintorni che, nonostante la diffusione e la possibilità di trovarla nei market di tutta Italia, è un prodotto di qualità altissima.
Nella gamma del pastificio la parte del leone la recitano fregula e malloreddus. E proprio la fregula ha fatto il botto: «Era un prodotto sconosciuto. Adesso è la nostra punta di diamante», spiega ancora Antonio Spada che si appresta, insieme a Pasquale, a ingrandire il pastificio: «Offriremo anche diversi posti di lavoro in più». Una rarità di questi tempi, quasi come la bontà della pasta di Thiesi.
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