Scuola, in centinaia in piazza
A Olbia e Cagliari manifestazioni per lo sciopero nazionale. I sindacati: subito il rinnovo del contratto
OLBIA. Il rinnovo del contratto nazionale fermo da sette anni, prima di tutto. Ma alle rivendicazioni generali che ieri hanno portato in piazza migliaia di docenti, dirigenti scolastici e operatori Ata in tutta Italia, si aggiungono quelli specifici della Sardegna, regione che detiene tristi record: uno su tutti, quello sulla dispersione scolastica, con un tasso da brivido, pari al 25 per cento. «In Gallura, poi, si registra la più alta percentuale di precari, tra insegnanti e personale Ata», hanno sottolineato i rappresentanti sindacali territoriali del comparto scuola, Rosa Casto, della Cisl, Federico Fadda della Uil, e Franco Dore della Cgil, durante il presidio e il dibattito che si è svolto in città, all’Expò, con la partecipazione della segretaria nazionale Flc Cgil Anna Fedeli e del segretario regionale della Cisl scuola, Maria Luisa Ariu.
L’adesione allo sciopero nazionale del comparto è stata alta nelle scuole della Gallura, meno partecipato del previsto, invece, il dibattito in città, una delle due iniziative (l’altra si è svolta a Cagliari), promosse nell’isola dalle sigle sindacali regionali Flc Cgil Sardegna, Cisl scuola, Uil scuola e Snals Confsal. Una mobilitazione unitaria sotto lo slogan “L’Unione fa la scuola”, per rivendicare, accanto al rinnovo del contratto nazionale, «una legge sulla scuola ad hoc per la Sardegna, che tenga conto delle specificità del territorio – hanno spiegato i sindacati territoriali – I numeri e i parametri nazionali poco si adattano alla realtà sarda, con le zone costiere densamente popolate e quelle interne dove lo spopolamento porta all’inesorabile chiusura della scuole. Non possiamo farci imporre i parametri dal Ministero. Abbiamo bisogno di un riordino legislativo nell’isola che ridia certezze e sicurezze al nostro sistema d’ istruzione: questo è ciò che chiediamo alla Regione». Ma i sindacati dicono no anche alla legge 107, la “Buona scuola” del governo Renzi che sovraccarica di incombenze e responsabilità i dirigenti scolastici, a fronte di un calo delle retribuzioni percepite. La riforma della scuola trasforma, in pratica, i dirigenti scolastici in datori di lavoro, con la chiamata diretta dei docenti, cosa che avverrà a partire dal 1 settembre. «Non solo – concludono i sindacati galluresi –, su di loro graverà anche la responsabilità della sicurezza».
Cagliari. «Chiediamo le dimissioni del ministro dell'Istruzione Stefania Giannini e se non ci saranno risposte siamo pronti a proclamare lo sciopero generale». Così il segretario nazionale di Flc Cgil, Luigi Rossi, alla fine della manifestazione organizzata a Cagliari per il rinnovo del contratto della scuola, alla quale hanno partecipato in 300 tra insegnanti e personale Ata. «Un anno dopo lo sciopero di maggio 2015, ancora protestiamo contro la legge sulla buona scuola che non dà risposte – ha tuonato il leader sindacale –. Nella legge 107 non esiste alcun riferimento al personale tecnico amministrativo, né all'obbligo scolastico e tanto meno al sistema dell'apprendimento permanente». «La scuola scende in piazza in tutte le città italiane per affermare il diritto al rinnovo del contratto – gli ha fatto eco la segretaria di Cisl Scuola Ivana Barbacci – e quando per questo si ricorre allo sciopero, vuol dire che le condizioni sono gravi. Insegnanti, dirigenti e Ata sono vessati da incombenze e carichi di lavoro a cui non corrisponde un degno stipendio».
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