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Energia/LA scelta della REgione

Si punta sul metano: depositi e rigassificatori

Si punta sul metano: depositi e rigassificatori

SASSARI. La Sardegna andrà a metano. La Regione non ha dubbi e dopo un po' di tattica scopre le sue carte. Una strategia definita nei dettagli. In realtà era stata presentata nel Piano energetico, ma...

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SASSARI. La Sardegna andrà a metano. La Regione non ha dubbi e dopo un po' di tattica scopre le sue carte. Una strategia definita nei dettagli. In realtà era stata presentata nel Piano energetico, ma di libri delle buone intenzioni nei decenni ne sono stati riempiti gli scaffali del Consiglio. La giunta punta sul gas, ma abbandona le idee del tubo. Cancellata qualsiasi possibilità che il gasdotto Galsi pompi metano dal nord Africa alla Sardegna. Accantonata anche l'idea di un tracciato alternativo che spingesse gas dalla Toscana verso l'isola. La Regione vuole costruire due rigassificatori, con molta probabilità saranno a Porto Torres e Sarroch. Ma perché la Sardegna possa andare a metano e avere la autosufficienza energetica, oltre 600 milioni di metri cubi all'anno, serviranno anche diversi depositi costieri.

Meno carbone e più gas. La scelta sembra essere già fatta in modo definito. Il governatore Francesco Pigliaru e l'assessore all'Industria Maria Grazia Piras ne hanno discusso prima con il ministero dello Sviluppo economico, poi con i sindacati. Un iter che si chiuderà in modo simbolico con la firma del premier Matteo Renzi. Il presidente del Consiglio arriverà entro il mese nell'isola e siglerà il Patto per la Sardegna. All'interno anche le risorse per la metanizzazione. Questa scelta sembra dare anche una indicazione precisa alle politiche energetiche e industriali dell'isola.

Da una parte le aziende avranno energia a costi più contenuti, dall'altra l'impatto delle centrali che producono energia sarà sempre minore. Difficile capire quale sarà il nuovo assetto delle imprese nell'isola.

Prezzo garantito. La Regione punta anche a un altro risultato. Avere il costo dell’energia in linea con tutte le altre regioni italiane. La richiesta è arrivata dal governatore Francesco Pigliaru. La Regione vuole che intervenga il governo per pagare eventuali differenze di costo dell’energia rispetto al resto di Italia.

L’altro tema di discussione legato alla metanizzazione dell’isola è sui tempi. Le autorizzazioni per i depositi costieri è lungo. E i sindacati, che hanno incontrato l’assessore Piras e il governatore Pigliaru, vogliono certezze sui tempi. Solo in questo modo si potrà garantire che la scelta del metano non sia una proposta che resti impantanata nelle sabbie mobili della burocrazia.

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