In tribuna compare Sgarbi: «Come vedere un dipinto»
SASSARI. «È come vedere un dipinto degli anni Venti o degli anni Trenta. La Sardegna sembra non avere nessuna intenzione di perdere queste tradizioni che soltanto qui da voi si conservano con un...
SASSARI. «È come vedere un dipinto degli anni Venti o degli anni Trenta. La Sardegna sembra non avere nessuna intenzione di perdere queste tradizioni che soltanto qui da voi si conservano con un orgoglio che è difficile trovare altrove».
È un Vittorio Sgarbi affascinato dai costumi e dai gioielli della tradizione sarda quello che osserva, accanto al sindaco Nicola Sanna, la sfilata dalla tribuna centrale allestita in piazza d’Italia.
Il critico d’arte più famoso d’Italia è stato l’ospite d’onore della tribuna autorità in cui hanno preso posto il commissario della provincia Guido Sechi, il presidente del consiglio comunale Esmeralda Ughi, i consiglieri comunali e la giunta al gran completo per una passerella che ormai da anni nessuno vuole perdere.
«La cosa che colpisce di più - ha aggiunto Vittorio Sgarbi - è che manifestazioni che in altre parti d’Italia si sono dissolte in nome di una falsa modernità che fa prevalere le mode all’identità, qui in Sardegna si conservano come se il tempo si fosse fermato. E il fatto che la Cavalcata sarda - aggiunge l’ex sottosegretario alla Cultura - non sia legata ad alcuna tradizione religiosa rende questa cosa ancora più straordinaria. La Sardegna sembra non avere nessuna intenzione di perdere queste tradizioni, forse grazie alla sua dimensione isolana - continua Sgarbi - questo vostro orgoglio sardo che si è visto anche nella classe politica sarda degli anni Sessanta e Settanta e fino a Cossiga dimostra che il sardo ha una natura diversa e intende preservarla. Il rischio che si disperda questo patrimonio qui non c’è - conclude - perché la vostra voglia di esprimere quello che siete conserverà a lungo questo tipo di tradizioni».
In tribuna a stropicciarsi gli occhi davanti a tanta bellezza ci sono anche gli assessori regionali alla Cultura Claudia Firino e al Turismo Francesco Morandi.
«È un momento in cui Sassari diventa palcoscenico e scenario di tutte le espressioni culturali della nostra terra - spiega Claudia Firino - la Cavalcata sarda è la manifestazione laica più importante dell’isola e in più quest’anno ha un significato sociale importante, perché molto opportunamente il sindaco di Sassari ha voluto ospitare una rappresentativa dei lavoratori in lotta della provincia di Sassari, ma idealmente dei lavoratori di tutta la Sardegna».
Per l’assessore Morandi la Cavalcata sarda è «una manifestazione sempre più internazionale, che racconta una Sardegna diversa, un’isola della tradizione, dell’identità e della cultura. La Cavalcata - conclude Morandi - è un modello per rappresentare il nostro territorio, per raccontare al mondo quanto di bello può offrire la nostra isola». Rilassato e divertito il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau. «Mi sembra che sia stata un’edizione bellissima - spiega l’ex primo cittadino - il clima ha dato una grande mano agli organizzatori e la gente ha potuto godersi una festa bellissima che unisce tutta l’isola e che rappresenta la fierezza del popolo sardo». (l.f.)
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