«Chi spinge a non pagare mette a rischio gli utenti»
SASSARI. «Sono preoccupato per gli inviti a non pagare le bollette che stanno arrivando alle famiglie sarde». Alessandro Ramazzotti, amministratore unico di Abbanoa, non ha digerito quelli che...
SASSARI. «Sono preoccupato per gli inviti a non pagare le bollette che stanno arrivando alle famiglie sarde».
Alessandro Ramazzotti, amministratore unico di Abbanoa, non ha digerito quelli che definisce “proclami che rischiano di esporre migliaia di persone al rischio della morosità”. Un argomento che non può lasciare indifferente chi è stato chiamato per risollevare le sorti di un ente che navigava in pessime acque. Infatti, l’amministratore unico ha un punto di vista decisamente marcato: «Purtroppo sento considerazioni che nulla hanno a che vedere con la natura di questo pagamento. Il conguaglio non è il frutto di una decisione interna ma è previsto dalla normativa nazionale – spiega Ramazzotti – e autorizzato dall'ente d'Ambito della Sardegna. Una bolletta applicata anche da tutte le aziende del settore, nel rispetto delle indicazioni dell'autorità nazionale». Nessun disegno oscuro, quindi, ma tutto alla luce del sole e benedetto delle autorità nazionali: «Stiamo recuperando i costi di gestione del servizio che non erano riconosciuti dalla vecchia tariffa. È l'amara conseguenza di una stagione, fortunatamente alle spalle, in cui ci vantavamo di avere le quote più basse d'Europa».
I nodi, però, erano destinati ad arrivare al pettine: «Mentre tutti provvedevano a mettersi in regola, in Italia siamo rimasti al palo. Le aziende hanno visto compromesso il loro equilibrio, costringendo gli enti locali a sborsare cifre enormi ogni anno per mantenere in pareggio i bilanci e, prive di fondi, si sono rassegnate a ridurre drasticamente gli investimenti limitandosi alla gestione corrente – ha aggiunto Alessandro Ramazzotti – in Sardegna abbiamo aggiunto aziende deboli sotto il profilo manageriale e inefficienti che si sono rette su un patto scellerato con gli azionisti e con i clienti. Ai primi, che non volevano votare gli aumenti, perché le tariffe venivano decise dai sindaci, chiedevano di accontentarsi di gestioni mediocri. Ai clienti, a cui non veniva chiesto di pagare le bollette, si diceva di non lamentarsi dei servizi scadenti».
Un passato che ha generato problemi ormai evidenti: «Reti colabrodo che perdono il 53% della risorsa idrica. E in Sardegna non abbiamo acqua e potabilizzarla ci costa 50 milioni di euro all'anno di energia. Poi c’è una morosità del 23%, fra le più alte d'Italia – conferma l’amministratore unico che vede nel futuro l’occasione per il riscatto definitivo – Abbanoa è stata risanata, ha i conti in ordine e finalmente fattura consumi certi. Abbiamo messo mano a un piano di investimenti ambizioso: sono in corso gare per 75 milioni e altri 90 verranno impegnati entro la fine dell'anno. In questo momento circa 1000 aziende, molte sarde, stanno partecipando a 11 bandi di gara. Poi ci sono gli investimenti: miglioreremo le reti e i quattrocento impianti sparsi per l'isola». Ma l’idea di non pagare le bollette non può passere in cavalleria: «Andrebbe a discapito dei sardi, l'80%, che pagano regolarmente e senza clamori». (c.z.)
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