Tutti al voto per la poltronissima Il Pd vuole il boom, Fi teme il flop
Nell’isola il centrosinistra punta a conquistare i Comuni più importanti trainato dall’effetto Renzi Il Movimento 5 stelle sembra destinato ai ballottaggi in molti centri e trionfano le civiche
SASSARI. La corsa alla poltronissima resta quasi sullo sfondo. Le amministrative hanno il sapore di un test elettorale post nucleare. Il primo che rischia di sancire la fine di Forza Italia, la trasformazione del Movimento 5 Stelle da antipartito a colonna del sistema partito. La renzizzazione di un Pd sempre più liquido che ondeggia a destra e a sinistra con assoluta disinvoltura.
Pd. Il test è nazionale anche perché nei due centri maggiori dove si vota Cagliari e Olbia i Dem hanno fatto una scelta precisa, alleanza di centrosinistra. Nessuna tentazione di guardare a destra. Ma se a Olbia il partito ha mostrato compattezza e si è ritrovato intorno a un candidato forte, il vicesindaco Carlo Careddu, che ha vinto alle primarie. A Cagliari il Pd non è riuscito a proporre una alternativa valida al sindaco uscente Massimo Zedda. Sullo sfondo c’è la battaglia per la segreteria dopo l’addio di Soru. Molto più che una semplice poltrona. Il segretario guiderà il rimpasto in Regione e disegnerà le strategie del partito fino alle Politiche.
Forza Italia. Azzurro stanco. Forza Italia sembra in un momento di forte difficoltà nell’isola. A Cagliari si è accodata al candidato indipendente Piergiorgio Massidda. Ma è entrata nella coalizione che sostiene l’ex senatore solo dopo aver cambiato il suo nome. Via la livrea ufficiale Forza Italia a favore di un più localistico Forza Cagliari. A Olbia il partito si è polverizzato. Il candidato sindaco Settimo Nizzi ha visto solo una parte degli azzurri andare con lui. Un’altra fetta, fatta di big del partito in Gallura ha fatto una propria lista “Forza Olbia” e si è schierata con l’altro candidato di centrodestra Vanni Sanna. Il rischio è che il voto azzeri il partito nell’isola. L’azzurro stinto non sembra piacere più e i berlusconiani potrebbero uscire dalle urne con un partito fortemente ridimensionato.
5 Stelle. Per i grillini le amministrative sono la prova della verità. Quasi una seduta di autocoscienza. Sono presenti in 9 comuni con loro candidati sindaci certificati. Le amministrative serviranno per capire quanti voti valgono. Da una parte c’è il lavoro fatto all’opposizione del governo Renzi, dall’altra le difficoltà che i loro sindaci hanno trovato a gestire i Comuni in Sardegna una volta eletti. Per i 5 stelle la prospettiva è scoprirsi superpotenza della politica nell’isola. Sarà difficile che conquistino qualche Città di peso, la scelta di presentarsi da soli con una lista diventa penalizzante davanti a coalizioni che ne hanno 15 e con centinaia di candidati. Ma le Comunali serviranno come prove generali per le Politiche e le Regionali.
Indipendentisti. Il primo partito dell’isola, se si sommano i voti dei troppi movimenti della galassia indipendentista, si presenta più disunito e confuso del passato. Sparsi tra le coalizioni, a sostegno dei candidati. Il Psd’Az a Cagliari sta con il centrosinistra di Zedda, a Olbia sostiene il civico Marco Balata. Ma il Partito dei Sardi ha scelto di andare nei centri maggiori sempre con il centrosinistra.
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