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A Sarule nessuna tensione con i veterinari

A Sarule nessuna tensione con i veterinari

Il sindaco Mariangela Barca: la task force è intervenuta dopo la segnalazione di un allevatore

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SARULE. «Sarule, al contrario di Desulo, due mattine fa non si è svegliato sotto assedio. Nessun blitz, nè accerchiamento dalla task force finalizzato all’abbattimento dei suini irregolari nelle campagne del paese».

Ci tiene a precisarlo il sindaco Mariangela Barca sostenendo che l’uccisione di circa 150 capi suini (tra piccoli e grandi) in un’azienda del paese, ben lontano dal centro montano ai piedi del Gennargentu, sia stata una coincidenza con gli eventi che hanno interessato gli allevatori di Desulo, il cui blitz probabilmente era già stato organizzato da tempo e inserito nel piano di contenimento della peste suina africana, previsto dalla Regione.

«I fatti si sono verificati in modo differente – spiega il primo cittadino –. Un pastore di Sarule, venerdì sera, ha avvisato il veterinario perché gli sono morti alcuni maiali, apparentemente senza motivo. Si è preoccupato e ha denunciato subito il fatto».

Ma dai controlli successivi è risultato fossero stati colpiti dalla malattia virale perciò, è stato necessario abbattere l’intero allevamento per paura della diffusione.

«Noi, come amministrazione comunale – aggiunge Mariangela Barca – siamo stati avvisati perchè ci viene chiesto l’intervento dei mezzi per l’interramento dei capi. Seguendo il protocollo dell’azienda sanitaria locale e alla presenza dei veterinari – continua il sindaco – lunedì mattina, nella stessa azienda colpita, è stata individuata un’area dove una ditta esterna, contattata da noi, con degli escavatori ha creato una fossa di circa due metri di profondità, dove poi sono state sistemate le carcasse dei suini morti».

Mariangela Barca amministra Sarule da tre anni e non ricorda altri episodi di peste suina, neppure in passato.

«Anni fa si erano registrati diversi casi di lingua blu – sottolinea l’amministratore comunale – ma nient’altro. Il nostro, inoltre, è uno dei pochi paesi dell’interno della Sardegna che non ha terreni comunali, sono tutti di proprietà privata. Gli allevamenti “abusivi” o cosiddetti irregolari perciò non esistono».

«Il bestiame dei nostri pastori – conclude il sindaco di Sarule – pascola esclusivamente nelle aziende chiuse e forse, è anche per questo che i casi di peste suina registrati sono rari». (k.s.)

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