Fi : «La videosorveglianza come deterrente agli abusi»
CAGLIARI. La videosorveglianza obbligatoria nelle scuole, negli istituti di ricovero per anziani, nei centri che si occupano dell’assistenza ai minori e anche negli oratori come deterrente contro...
CAGLIARI. La videosorveglianza obbligatoria nelle scuole, negli istituti di ricovero per anziani, nei centri che si occupano dell’assistenza ai minori e anche negli oratori come deterrente contro gli abusi e soprattutto le possibili violenze. È questo lo spartiacque dopo le «terrificanti vicende scoperte molto di recente a Nuoro e a Decimomannu dalla magistratura» indicato dal gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, che ha presentato una proposta di legge. «Il ripetersi di maltrattamenti – ha detto il capogruppo Pietro Pittalis (nella foto) – in strutture che si occupano di persone deboli ed indifese è il segnale della diffusione più ampia di quella che possiamo immaginare. L’allarme è suonato già diverse volte quest’anno e la politica non può rimanere inerme e silenziosa». Con questa proposta, «vogliamo mettere un freno qualunque abuso e lo facciamo attraverso la prevenzione». La videosorveglianza interna è «un sicuro deterrente che va al di là dello stupore a caldo o della condanna espressa con un comunicato stampa ma senza poi interventi diretti per mettere un freno a episodi che provocano un evidente allarme sociale». Secondo Pittalis, «è in gioco il diritto alla salute e all'incolumità e l'invocata e sempre garantita privacy dei dipendenti delle strutture, in questo caso, deve cedere il passo quando c’è anche solo un sospetto di violenze fisiche o psichiche». Il testo è aperto al contributo di tutti i partiti – ha sottolineato Forza Italia – ma «auspichiamo sia approvato dal Consiglio in tempi brevi», Secondo il consigliere regionale Ignazio Locci, «siamo in un campo molto delicato ed è per questo che l’impegno della politica deve essere quello di trovare le soluzioni nel pieno rispetto dei diritti degli alunni, dei ricoverati ma anche degli insegnati e degli operatori socio-sanitari». Per il consigliere regionale Alessandra Zedda «la videosorveglianza non è solo una forma di prevenzione destinata a dare tranquillità alle famiglie, ma può servire a migliorare anche la qualità stessa delle strutture, o comunque permettere ai responsabili di scoprire anche possibili casi di maltrattamenti». Edoardo Tocco ha ribadito che la proposta rappresenta «un nuovo modo di fare politica che guarda prima di tutto alla tutela delle persone». Il consigliere regionale Oscar Cherchi ha rimarcato che «i sistemi di videosorveglianza da sempre sono un deterrente anche per le forme di bullismo, fenomeno purtroppo in espansione nelle scuole e che spesso rimane però impunito a causa dell’omertà».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
