La Nuova Sardegna

il fronte dei contrari

Gli ambientalisti: «Sito da salvaguardare»

Gli ambientalisti: «Sito da salvaguardare»

PORTO TORRES. «Noi abbiamo sempre detto che c’è tanto vecchio che va recuperato, non c’è bisogno di nuove volumetrie all’Asinara». Sandro Roggio, architetto sassarese, uno dei primi componenti del...

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO TORRES. «Noi abbiamo sempre detto che c’è tanto vecchio che va recuperato, non c’è bisogno di nuove volumetrie all’Asinara». Sandro Roggio, architetto sassarese, uno dei primi componenti del direttivo del Parco nazionale (allora appena costituito) guarda sempre con diffidenza i progetti che non appaiono chiari da subito. «Non so, credo che manchino tutta una serie di passaggi fondamentali: mi piacerebbe sapere che cosa ne pensa il Comune governato dal Movimento 5Stelle, così pure la Regione e il ministero dell’Ambiente».

Sul carico delle persone nel borgo di Cala d’Oliva, Sandro Roggio ricorda che anni fa era stato stabilito il limite massimo di circa 500 al giorno, calcolato tenendo conto di una serie di elementi fondamentali. «Oggi sento dire, dico così perché non ho visto il progetto e credo meriti di essere analizzato con molta attenzione – prosegue Roggio – che si vogliono aggiungere volumi e quindi serve una variante. E la cosa non mi piace. Per il resto dico che l’Asinara è come il Palazzo degli Uffizi, va gestita con cura senza visioni localistiche». Durissimo il commento del Gruppo di intervento giuridico: «Siamo alle solite, purtroppo: il sonno della ragione genera mostri, anche all’Asinara». Stefano Deliperi, a nome dell’associazione onlus, accusa che dietro al progetto di sviluppo turistico del circolo Pd di Porto Torres si nasconde «una folle privatizzazione speculativa di un Parco nazionale, di un gioiello naturalistico del Mediterraneo». E ricorda che l’Asinara «è tutelata con vincolo paesaggistico, vincolo di conservazione integrale, zona di protezione speciale e sito di importanza comunitaria, area naturale protetta terrestre e marina e il Piano del parco ne conferma la salvaguardia integrale». Per questi motivi, il Gruppo di intervento giuridico sostiene che «ce n’è abbastanza per rispedire al mittente una simile proposta» e annuncia che attiverà tutte le azioni necessarie «affinchè ciò accada». Deliperi sottolinea che l’Asinara «ha bisogno di turismo in punta di piedi, rispettoso del valore naturalistico e storico-culturale straordinario e unico dell’isola, di normali servizi di trasporto, di una condotta idrica e di un depuratore. Servizi per il turismo calibrati sulla fruizione dell’area protetta. Ha bisogno di vigilanza e corretta gestione». (g.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative