Il pg: «Nove anni per Carboni»
L’ex assessore regionale è accusato di avere aggredito i familiari
CAGLIARI. È stato lui il 22 settembre 2014 a entrare nella villetta di famiglia, a Selargius, travestito da rapinatore. Sempre lui, con un casco integrale calato sulla testa, ha legato moglie, figlia e suocero per mettere a segno quello che doveva sembrare il colpo di un malvivente e non era altro che una ritorsione nei confronti della moglie ormai separata. Dopo la condanna a nove anni di reclusione incassata in primo grado, per l’ex assessore regionale ai trasporti Marco Carboni è arrivata la richiesta di conferma da parte del sostituto procuratore generale Maria Grazia Genoese, che ieri ha concluso la sua requisitoria davanti alla Corte d’Appello presieduta da Giovanni Lavena. La ricostruzione dei fatti proposta dall’accusa ha ricalcato quella della collega della Procura, Diana Lecca, a febbraio dell’anno scorso: non esiste alcun dubbio sul fatto che a compiere l'aggressione sia stato Carboni, che ha ascoltato la requisitoria in aula insieme agli avvocati difensori Leonardo Filippi e Luigi Isolabella. Per l'accusa ha aggredito la moglie armato di coltello, costringendola a spogliarsi per farle successivamente subire anche ulteriori umiliazioni, prima di fuggire portandosi via alcuni oggetti per simulare una rapina. Nonostante il travestimento però, è stato riconosciuto dai vari familiari che erano presenti in casa e anche dal cane di famiglia. Il 23 la parola passa ai difensori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
