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Austis, il sindaco può aspettare: «Molto meglio il commissario»

di Luciano Piras
Austis, il sindaco può aspettare: «Molto meglio il commissario»

INVIATO AD AUSTIS. «Molto meglio così, con il commissario il paese sta molto meglio, altro che con i sindaci politici... un altro anno di tempo, forse, e magari allora i giovani riusciranno a...

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INVIATO AD AUSTIS. «Molto meglio così, con il commissario il paese sta molto meglio, altro che con i sindaci politici... un altro anno di tempo, forse, e magari allora i giovani riusciranno a presentare qualche lista, chissà». È un pensionato che parla, «tiu Jubanne, basta così» dice un solitario che di buon mattino passeggia davanti al palazzo municipale affacciato sul corso Vittorio Emanuele. La via centrale che divide in due il paese, 826 abitanti all’anagrafe. Divisi in due versanti, chi sta da una parte, chi sta dall’altra: chi promuove a pieni voti il lavoro del commissario straordinario Maria Domenica Porcu, nominata da un anno alla guida di Austis, e in contemporanea boccia l’operato dell’ultima sindaca del paese, Lucia Chessa, fino a un anno fa al timone per due mandati consecutivi; sul versante opposto, la stessa Chessa e suoi sostenitori, la vecchia maggioranza che tuttavia non ha presentato alcun nome per la prossima tornata elettorale. Esattamente come ha fatto la minoranza. «Sono sempre stata favorevole a due soli mandati, a tutti i livelli, dal Comune al Parlamento, passando per il Consiglio regionale» taglia corto l’ex prima cittadina, originaria di Bitti, da una vita di casa nel paesino del Mandrolisai.

Spiegato così il suo no a una nuova candidatura. Solo che dopo il suo no, c’è stato il deserto dei Tartari. Nulla da fare: Austis non ha risposto alla chiamata al voto amministrativo per la seconda volta nel giro di un anno. Nessuno ha raccolto il testimone, nessuno ci ha messo la faccia. La spaccatura del paese è evidente. «Eppure la poltrona di sindaco, benché scomoda, è molto ambita», insiste Lucia Chessa, insegnante di Italiano e Storia, ora impegnata in prima fila con il Comitato per il No al referendum costituzionale. Lei che ha lasciato il Pd il giorno stesso che il Parlamento ha approvato il cosiddetto Italicum di renziana matrice, la legge elettorale del 6 maggio 2015.

«Trovo avvilente lasciare il paese senza una rappresentanza del popolo sovrano» continua Chessa. Ma il problema è proprio questo: che il paese, ora come ora, preferisce affidarsi a un tecnico come è il commissario straordinario. Quasi a voler confermare che Austis ha bisogno di altro tempo per rimarginare ferite ancora aperte. Strappi dolorosi nati proprio nel palazzo municipale del centralissimo corso Vittorio Emanuele, teatro di uno scontro furioso tra la sindaca Chessa e l’allora segretario comunale, una guerra finita in tribunale, poi addirittura in Cassazione.

«Questo è l’episodio che mi ha creato maggiormente ostilità – riprende fiato l’ex prima cittadina –. Ma l’ostilità è nata fin dal mio primo insediamento, quando qualcuno ha capito che non ero disposta ad adeguarmi a certe pratiche consolidate che mi avrebbero sicuramente portato voti e popolarità. Ma io no, non mi sono piegata. Io sono per i concorsi puliti e non accetto alcun tipo di clientela». «Facile ora dire che Austis ha ancora bisogno di tempo... Il problema non è aspettare, ma costruire una lista che porti avanti una proposta credibile» chiude. Intanto la commissaria straordinaria Maria Domenica Porcu va avanti con l’ordinaria amministrazione. Non dice una sola parola né sull’aspetto politico né sulle guerre intestine del paese. «Certo, l’autogestione di una qualsiasi comunità è un fondamento della democrazia» si limita a commentare prima di rituffarsi tra i faldoni di pratiche e carte varie del municipio.

«Una grande donna» la definisce una signora pronta a varcare l’ingresso della chiesa parrocchiale Maria Vergine Assunta. La commissaria straordinaria nominata il 28 maggio 2015 dal presidente della Regione Francesco Pigliaru, infatti, piace parecchio da queste parti: segretaria comunale in pensione, ha 70 anni ed energia da vendere. «In poco tempo è riuscita a coinvolgere tutti noi austesi, Croce verde, associazione culturale Sos Colonganos, gruppo folcloristico Sant’Antonio... ». È il tema della prossima sfida: il coinvolgimento della comunità per il voto amministrativo che verrà, forse, nel 2017.

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