Piano nazionale per potenziare l’accoglienza
Il Viminale si prepara a nuove ondate di profughi, ma è polemica tra Alfano e il presidente della Cei
ROMA. Immigrazione, tutti contro monsignor Galantino. Il netto no del presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) alla proposta del governo di centri (hotspot) galleggianti per identificare i migranti, non è piaciuto ad Angelino Alfano e ha fatto perdere la staffe alla Lega che con Matteo Salvini accusa Galantino di «complicità con gli scafisti». Intanto il governo anticipa che aprirà subito due hotspot a Mineo e Messina (i posti passeranno da 1.600 a 2.800), mentre saranno attivate altre sei strutture mobili a Cagliari, Reggio Calabria e altre 4 località. Ma da Messina arriva già lo stop del sindaco. «Ci dispiace aver dovuto apprendere dalla stampa di questa notizia relativa alla creazione di un hotpsot per migranti a Messina e di non essere stati mai coinvolti in questa discussione dal ministero». Dice Renato Accorinti che, in accordo con la giunta, afferma «di essere totalmente contrario perché Messina fa un altro tipo di accoglienza ai migranti». Diversi hotspot di secondo livello saranno poi aperti per i migranti da rimpatriare. Il Viminale sta inoltre lavorando a una lettera da inviare alla Commissione europea per chiedere di accelerare sui rimpatri e sulla ricollocazione dei migranti. La lettera, alla quale sta lavorando il nuovo capo dello polizia Franco Gabrielli, conterrà anche tutti chiarimenti tecnici sui centri di identificazione galleggianti. Che per ora non hanno convinto la Ue. «Siamo sempre aperti a discutere le proposte che arrivano dal mio buon amico Matteo Renzi, non dico né sì né no, dobbiamo approfondire le implicazioni legali», dice per ora il presidente della commissione Ue, Juncker a chi gli chiede un parere sulla proposta dell’Italia.
I cadaveri nel Mediterraneo di questi giorni «sono uno schiaffo alle democrazie europee» - dice Galantino spiegando che - «gli hotspot sono una brutta riedizione dei centri di trattenimento» e che i migranti hanno diritto a chiedere asilo e che sulle navi il percorso di protezione non sarebbe possibile. «Noi siamo campioni del mondo di umanità e di accoglienza, capisco le parole di Galantino che fa il vescovo, io però faccio il ministro dell’Interno è ho il dovere di far rispettare le leggi: abbiamo un gran cure ma non possiamo accogliere tutti», ribatte il titolare del Viminale. «Gli hotspot non sono centri chiusi di trattenimento ma centri dove avvengono le fotosegnalazioni e lo smistamento di profughi e irregolari: se il fotosegnalamento avvenisse in mare avremmo una maggiore efficienza al momento dello sbarco», aggiunge Alfano spiegando che per ora l’idea di centri di identificazione in acqua è solo una ipotesi. È la Lega a scatenare una vera sassaiola contro Galantino. A partire da Matteo Salvini. «Monsignor Galantino è complice degli scafisti, nemico degli italiani e dei rifugiati veri, mi auguro che il capo dei vescovi italiani rettifichi e chieda scusa», il durissimo commento di Matteo Salvini. Ancora più offensive le reazioni degli altri leghisti. «Galantino proponga in Vaticano di mettere a disposizione per l’accoglienza i fondi del 5 x1000 dello Ior e il loro incalcolabile patrimonio immobiliare o la folle e irresponsabile proposta di Galantino ricadrebbe sulle tasche degli italiano», rincara il capogruppo al Senato, Centinaio. (m.b.)
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