La Nuova Sardegna

Taglio di basi e Canadair: la politica è in rivolta

di Luca Rojch
Taglio di basi e Canadair: la politica è in rivolta

Il deputato Pd Gian Piero Scanu: parlerò col governo, non si può tornare indietro Michele Piras, Si: non accetteremo una riduzione dei mezzi e degli uomini

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SASSARI. L’estate è solo una pallida promessa in un giugno vestito da ottobre, ma il clima intorno ai Canadair è già rovente. Il direttore regionale dei vigili del fuoco Silvio Saffiotti ha detto in modo pacato che questa estate in Sardegna ci sarà un solo Canadair, a Olbia. E che anche le basi stagionali questa estate non apriranno.

La convenzione tra i vigili del fuoco e il Ministero dell’Interno non è ancora stata firmata. E il comandante ha assicurato che la siutazione potrebbe migliorare. Ma per ora gli altri Canadair sono solo aerei di carta.

Disimpegno costante. Dal 2013 è stata una continua riduzione dei mezzi messi a disposizione dal governo. Ma i Canadair nell’isola sono sempre stati tre. Ora si vuole ridurre a uno solo con la chiusura di alcuni presidi chiave sul territorio. Il motivo è sempre lo stesso. La riduzione della spesa. «Ma non possiamo rassegnarci – dice il deputato del Pd Gian Piero Scanu –. Chiederò al governo attenzione per il caso Sardegna». Scanu è l’uomo dei Canadair. Quasi ogni anno ripete il miracolo e convince un governo troppo risparmioso a concedere un aereo antincendio in più. «Conosco a fondo la situazione dei vigili del fuoco – dice –. Da tempo lavoro per la stabilizzazione dei precari storici. Conosco il loro prezioso lavoro. So anche quanto sia indispensabile avere i mezzi e i presidi nella lotta alle fiamme. Andrò a Roma a spiega ancora una volta quanto sia fondamentale per la Sardegna non dover rinunciare a questa dotazione minima per poter affrontare gli incendi».

Avanti tutta. «Sono fiducioso che il governo saprà ascoltarci – continuo –, ma è impossibile pensare di dover tornare indietro. Non si può abbassare la guardia in una regione come la Sardegna. Ogni sottovalutazione può diventare drammatica».

Incendiario. Molto più ruvida la posizione del deputato di Sinistra Italiana Michele Piras. «Siamo pronti a presentare una interrogazione per chiedere al governo cosa accade – dice Piras –. Impossibile pensare di affrontare l’estate con un solo Canadair. Tre anni fa un incendio aveva divorato migliaia di ettari e ucciso una persona. I Canadair in servizio erano tre e non sono bastati. Come si può pensare di ridurre ulteriormente il numero di aerei. E come se non bastasse un governo distratto vuole cancellare anche i presidi stagionali. Non è accettabile. La vita dei sardi vale molto di più. Non staremo a guardare. Non accetterò una riduzione dei mezzi a disposizione».

Convenzione in divenire. La convenzione non è ancora stata chiusa e il direttore dei vigili ha fatto capire che i margini per un incremento delle risorse e dei mezzi ci sono. A questo si devono aggiungere le risorse che ogni anno ci mette la Regione.

Fino al 2012 i Canadair in servizio in tutta Italia erano 40, dal 2013 sono diventati 14 e per la Sardegna riuscirsi ad assicurare tre aerei antincedio è diventato problematico.

Le forze nel 2015. Nel 2015 erano impegnati 10mila uomini tra corpo forestale, ente foreste, barracelli e volontari, e vigili fuoco. La campagna antincendi è partita il primo giugno ed è terminata il 31 ottobre. Il costo è stato di 54 milioni. La Regione per integrare i tre Canadair ha messo a disposizione 11 elicotteri.

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