Il Psd’Az rilancia il modello Nuoro
Solinas: polo identitario a Olbia, ma con Zedda nel capoluogo
SASSARI. Il Psd’Az diviso tra modello Nuoro e centrosinistra. La tornata elettorale di domani vede i sardisti archiviare definitivamente l’alleanza con il centrodestra e scegliere tra le altre due opzioni in campo. A Olbia, Monserrato e Sinnai i quattro mori sventolano insieme alle altre formazioni identitarie, mentre a Cagliari, Carbonia e Capoterra la scelta è caduta sul centrosinistra. «Le elezioni amministrative hanno per definizione un legame forte con la realtà locale – spiega il segretario del Psd’Az Christian Solinas –. E noi sardisti sentiamo ancora più di altri l’esigenza di valorizzare le peculiarità della città in cui si vota. Messa da parte l’alleanza col centrodestra, che ormai fa parte più della storia che della cronaca, abbiamo puntato su due modelli di alleanza. Da un lato la riorganizzazione delle forze identitarie intorno a quello che chiamiamo il modello Nuoro, dall’altro il sostegno a un centrosinistra che ormai si è abbondantemente allargato al fronte identitario». E così mentre a Olbia i sardisti hanno fatto cartello con La Base, Unidos, Sardegna Natzione e la civica L’altra Olbia, a Cagliari si sono alleati con il centrosinistra di Massimo Zedda.
E, dunque, con gli stessi partiti della maggioranza di governo alla Regione, dove però il Psd’Az è all’opposizione. «Io credo che, al di là del risultato, all’indomani delle amministrative tutte le forze politiche dovranno fermarsi e riflettere – afferma Solinas –. Ci sono alcuni comuni come Anela e Austis che hanno rinunciato a presentare la lista. È un segnale che qualcosa non va. Nell’interesse complessivo della Sardegna, che sta vivendo una congiuntura difficilissima, la classe politica deve soffermarsi su alcune questioni, come lo spopolamento, la crisi, l’intollerabile disparità tra centro e periferie, tra zone interne e costa. E su un rapporto con lo Stato italiano che non può essere più sudditanza. Alla Sardegna serve una formula politica nuova». Una formula che dipenda sempre meno da Roma. Ed è per questo che Solinas non ha visto di buon occhio le recenti visite dei ministri di Renzi nell’isola. «Le amministrazioni locali devono dimostrare di essere in grado di governarsi da sole, senza bisogno dell’arrivo dei luogotenenti da fuori». (al.pi.)
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