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L’avversaria solidale «No a chi vuole avvelenare il clima»

L’avversaria solidale «No a chi vuole avvelenare il clima»

Daniela Falconi: pronta a farmi da parte per dare un segnale Il padre Bachisio si salvò per miracolo da un agguato

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FONNI. Una telefonata immediata, appena ha saputo dell’attentato, e poi le parole di solidarietà scritte anche sulla sua pagina Facebook, insieme ai componenti della lista con i quali sfida alle urne il sindaco uscente. Daniela Falconi, avversaria di Coinu nella tornata elettorale di oggi, ieri mattina non ha perso neppure un minuto per far sentire la sua vicinanza al primo cittadino. Perché di fronte a vicende come queste, ha spiegato, non esistono avversari ma solo persone e compaesani.

«Ieri notte – racconta – avevo finito da qualche ora il mio ultimo comizio elettorale ed ero tornata a casa da una mezz’ora, dopo una serata trascorsa in piazza. Avevo da poco varcato la soglia di casa, quando ho saputo dell’attentato. Ho subito telefonato a Stefano e a caldo gli ho detto che ero anche disposta a ritirare la mia candidatura, se quello poteva servire a dare un segnale forte a chi voleva scombussolare il paese. È stata una reazione a caldo, lo ripeto, ma mi sono sentita di dirglielo, anche se poi ovviamente ho cambiato idea. Queste sono cose che destabilizzano tutti, che provocano rabbia in tutte le persone che invece lavorano insieme e da tanto per il bene del paese. Sono gesti che minano la serenità che ci ha accompagnato anche in questo periodo di campagna elettorale. Sono attentati che insomma non giovano a nessuno e soprattutto non giovano al paese».

Daniela Falconi, del resto, lo sa bene che cosa vuol dire subìre un attentato in famiglia. «Ero alle scuole superiori – racconta – quando a mio padre Bachisio avevano sparato mentre tornava in macchina dal Taloro. Si è salvato per miracolo. È stata una esperienza molto dura per noi tutti, che richiede una grossa reazione».

Nella pagina Facebook della sua lista, Daniela Falconi e gli altri aspiranti consiglieri comunali, poco dopo ribadiscono la loro «piena e totale solidarietà al sindaco Stefano Coinu vittima di un atto intimidatorio. Un atto che mira ad avvelenare il giorno del silenzio elettorale e del voto: un atto, quindi, rivolto contro la democrazia e la sua libera espressione da qualunque parte provenga. Da parte nostra la violenza non solo è rifiutata e combattuta, ma ci fa dire che chi la pratica si pone automaticamente fuori dalla nostra comunità e dalla civiltà. Nessuno, difatti, può attentare alla tranquillità di chi amministra e nessuno può attentare alla tranquillità di una comunità nel momento più alto della vita democratica: la libera espressione del voto. Rinnoviamo a Stefano Coinu e alla sua famiglia la vicinanza e solidarietà».

Ma ieri, per tutto il giorno, anche tanti altri fonnesi hanno espresso la loro vicinanza al primo cittadino colpito dall’attentato.

Al vicesindaco Salvatora Mulas scende persino qualche lacrima. «Mi dispiace davvero, Stè», gli dice avvicinandosi, dopo che è sceso dall’auto in via Vittorio Emanuele, e lo stringe in un forte abbraccio. (v.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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