Sfida nelle città banco di prova per il governo
La scelta dei sindaci ha una valenza nazionale per misurare esecutivo e anche opposizioni
ROMA. «La partita vera è il referendum di ottobre, ora si decidono le sorti dei sindaci non del governo». Matteo Renzi, mette le mani avanti sull’esito della tornata amministrativa e ribadisce per l’ennesima volta che non ci saranno scossoni su Palazzo Chigi. Ma è chiaro che il voto di oggi sarà una banco di prova sia per il governo che per le opposizioni. Al Nazareno l’obiettivo minimo è quello di portare i candidati del Pd al ballottaggio nei 7 capoluoghi in cui si vota: Roma, Milano,Torino, Napoli, Trieste, Bologna, Cagliari. E sono i pentastellati a preoccupare il segretario premier che infatti ha riservato ai grillini la maggiore quantità di attacchi nel rush finale della campagna elettorale per tirare la volata ai candidati del Pd. I 5 Stelle non hanno presentato liste in moltissimi comuni ma sono l’unica formazione che non si presenta affiancata da liste civiche ma solo con il simbolo. La sfida al Pd si gioca soprattutto in due città: Roma e Torino. Nella Capitale Virginia Raggi è data in testa in tutti i sondaggi. È chiaro che se la giovane e bella avvocatessa, sia pure passando per un ballottaggio, riuscisse a conquistare il Campidoglio per i grillini sarebbe questa la grande occasione per rilancio nazionale. A Torino tutto è nelle mani di Chiara Appendino. Se Piero Fassino, sindaco uscente del Pd, non passerà al primo turno i giochi per la poltrona di sindaco potrebbero riaprirsi. A Roma e Milano poi si gioca molto del futuro di Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Chi sarà il futuro leader del centrodestra? Se Giorgia Melnoni sostenuta a Roma dalla Lega a Fratelli d’Italia, riuscirà a superare il civico Alfio Marchini sostenuto dal Cavaliere i rapporti di forza tra l’anziano fondatore di Forza Italia e il giovane e rampante Salvini cambieranno radicalmente. Decisiva però sarà anche la partita di Milano dove tra Sala e Parisi potrebbe finire al fotofinish.
Quanto a Napoli qui il sindaco uscente Luigi de Magistris che i sondaggi danno in testa non si gioca solo la prossima sindacatura ma anche un possibile futuro da leader nazionale della sinistra antagonista, la sinistra a sinistra del Pd in versione “Podemos”. E molto significativo per questa area politica sarà anche il risultato dei due candidati della sinistra che si sono presentati a Roma e a Torino: Stefano Fassina e l’ex sindacalista della Fiom, Giorgio Airaudo.
A testimonianza dell’importanza del voto di oggi c’è l’attenzione della stampa internazionale: dal tedesco Faz a Le Figaro sono diversi i quotidiani che si soffermano su una tornata elettorale che rappresenta una sorta di “stress test” per Matteo Renzi. Dato dell’astensionismo compreso: la soglia potrebbe scendere a quota 50% in molti Comuni. «Le elezioni andranno meglio del previsto, Roma in testa», assicura il segretario del Psi Riccardo Nencini, voce pressoché isolata in una giornata di silenzio elettorale. In Liguria però il silenzio è stato interrotto da una foto, pubblicata su Facebook da un dirigente locale Pd, che ritrae Salvini imbavagliato come Aldo Moro. Foto che ha scatenato l’ira della Lega e le scuse del Pd ligure.
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