La Nuova Sardegna

Cabriolu in testa, Sollai rincorre

di Luciano Onnis

La lista Alternativa civica lanciata verso la vittoria, staccato il centrosinistra

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VILLACIDRO. È testa a testa fino all’ultimo fra due dei quattro candidati a sindaco del (ex) co-capoluogo del Medio Campidano, dove per meno di 1000 abitanti (14.089 gli attuali) si è votato con il turno unico anziché con quello doppio del ballottaggio. Federico Sollai, 43 anni, ingegnere, designato a sindaco da una coalizione di centrosinistra che vede assieme Pd, Psi e Udc (lista Uniti per Villacidro), a inizio spoglio appariva leggermente in testa nella corsa alla guida del Comune, ma Marta Cabriolu, 35 anni, laurea in economia aziendale, proposta da uno schieramento con la barra rivolta al centrodestra (lista “Alternativa Civica”), non era molto distante dal candidato del centrosinistra e in alcune delle quattordici sezioni (via Cagliari) era anzi avanti in misura consistente. Nelle sezioni di via Farina, invece, é sembrato in leggerissimo vantaggio Sollai. Ma in entrambi i casi i margini erano abbastanza fluttuanti tanto da lasciar ipotizzare che la corsa fra Sollai e Cabriolu si risolverà all’ultimo voto. Pian piano la differenza fra i due si é assottigliata, tanto che Cabriolu è passata in testa un po' in tutte le sezioni. Più staccati invece Giancarlo Caboni (Assemblea Permanente), geologo libero professionista, a capo di una formazione trasversale con diverse simpatie a sinistra e al M5S, e Dario Piras, 41 anni, imprenditore agricolo, a capo della lista “Per Villacidro”, una civica molto vicina al movimento Unidos di Mauro Pili. Insomma, a giocarsi la guida del Comune saranno fino all’ultimo Federico Sollai e Marta Cabriolu, con esito al fotofinish. Già in partenza l’aria che tirava nel Paese d’ombre era quella dello scontro al vertice fra le liste di Sollai e di Cabriolu perché le uniche con i partiti politici alle spalle, seppur, nel caso della seconda, non ufficialmente in campo. In salita invece la strada per Giancarlo Caboni e per Dario Piras, il cui bacino di voti era per lo più composto dagli scontenti dell’amministrazione uscente (centrosinistra, sindaco Teresa Pani non ricandidata per ricambio generazionale nel Pd), ma non tanto da impensierire Sollai e Cabriolu.

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