Il M5s non sfonda ma entra in Consiglio
Maria Antonietta Martinez attestata tra l’8 e il 10%. Cinque anni fa i grillini si fermarono all’1,8%
CAGLIARI. Non c’è delusione al quartier generale del M5s mentre lo spoglio delle schede elettorali va avanti lentamente: le indicazioni ancora molto parziali che arrivano dalle sezioni danno il movimento di Grillo tra l’8 e l’10 per cento, un risultato che non richiama i successi straordinari riscossi a Roma e a Torino e che non conduce la candidata sindaco Maria Antonietta Martinez alle spalle del treno in corsa Massimo Zedda. Ma che potrebbe portare per la prima volta in consiglio comunale tre o quattro rappresentanti dei Cinque stelle. La speranza dichiarata era di arrivare al ballottaggio, ma considerate le forze in campo e gli investimenti fatti dal centrodestra nella campagna elettorale i numeri ottenuti dai grillini - se saranno confermati dall’esito finale - non possono essere considerati negativi.
Alle due del mattino, coi dati che arrivano pian piano dai seggi anche attraverso le segnalazioni dei rappresentanti di lista, la Martinez esamina le percentuali e aiuta a fare le addizioni e le percentuali, lei che è un’esperta e commerciante di materiale informatico. La sede elettorale è un piano terra ricavato nel retro di un edificio di via Palestrina, i militanti del movimento hanno portato i computer da casa e un proiettore spara la tabella generale sulla parete bianca in fondo al locale. Ci sono torte al cioccolato, salatini, coca cola e bevande per una nottata che s’annuncia lunga e che non sarà festosa ma neppure triste.
Nessuna dichiarazione in attesa del dato finale, ma qualsiasi cosa dicano i numeri il M5s si candida a diventare una realtà politica nuova nell’assemblea civica di Cagliari, una realtà di opposizione. I grillini che arriveranno al municipio cagliaritano, quale che sia il numero, si preparano a fare quello che i seguaci di Beppe Grillo e Casaleggio fanno o cercano di fare in ogni angolo d’Italia e in Parlamento: i Giamburrasca, quelli che denunciano, che smascherano, che fronteggiano la cattiva amministrazione e rilanciano il tema dell’onestà. Fino al 2011 non erano che un’incognita: la lista messa insieme dalla parlamentare Manuela Corda non era andata oltre l’1,8 per cento, 2,04 se si contano anche i voti personali raccolti dalla capolista, in tutto 1913 consensi. Un risultato scoraggiante per un movimento che però era ancora in fase di rodaggio e che ha trovato fin dalle prime ore grandi difficoltà ad articolarsi in Sardegna, fra divisioni e incertezze organizzative. Stavolta nella sede-quartier generale di via Palestrina si respira un clima diverso: quanto raccolto non garantisce grandi numeri ma una presenza concreta sullo scenario politico del capoluogo. (m.l)
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