A Olbia la sfida tra Dem e Fi
Carlo Careddu convince, Settimo Nizzi rivitalizza il centrodestra: ballottaggio aperto
OLBIA. Centrosinistra contro centrodestra, un classico del repertorio elettorale degli ultimi decenni. Alla faccia degli sberleffi dell’antipolitica e di quel “civismo” spesso di facciata che galoppa ogni due coalizioni su tre. Al ballottaggio, tra due settimane, si ritroveranno il candidato del centrosinistra Carlo Careddu e quello del centrodestra Settimo Nizzi. Un classico, appunto. A debita distanza il Movimento 5 Stelle, lontanissimi i civici Vanni Sanna e Marco Balata. Alla fine gli olbiesi hanno premiato i progetti ritenuti solidi e credibili, mettendo da parte i sogni di una città radicalmente diversa. Vincono la continuità o l’alternanza (poi si deciderà quale delle due), bocciata la novità rivoluzionaria. Solo due anni e mezzo fa, dopo l’alluvione, si sarebbe pensato diversamente, ma Olbia è fatta così.
Il laboratorio. Dal voto si ricava subito un’idea: la città resta un laboratorio politico. Lo è stato cinque anni fa con la grosse coalition di Gianni Giovannelli (destra e sinistra insieme), lo è ancora oggi proponendo un voto spesso in controtendenza regionale. Così il risultato di Forza Italia, ben diverso ad esempio dal risultato di Cagliari. Lo stesso vale per i 5 Stelle, uscito perdente ma con un risultato comunque onorevole, ben diverso ancora da quello fatto registrare a Cagliari. Sono le specificità di Olbia, dove la destra è di casa, ma il centrosinistra può vincere in qualunque momento
Il centrosinistra. Alla fine il dato politico che emerge dalle urne è articolato in almeno tre elementi di interesse. Il primo riguarda la Coalizione civica e democratica, cioè il centrosinistra: Carlo Careddu, vicesindaco uscente e dirigente del Pd, è l’uomo della continuità, quello che ha raccolto il testimone dalle mani di Giovannelli e che, se possibile, ha caratterizzato ancora di più “a sinistra” la coalizione, oggi più omogenea di cinque anni fa. Pur logorata dalle tensioni interne (soprattutto il Pd) ha tenuto botta nei momenti difficili, con solidità, sfidando due alluvioni, una crisi economica devastante e il malessere di tanta gente che il 18 novembre 2013 ha perso tutto sotto l’acqua e il fango.
Il centrodestra. Il secondo dato politico significativo è il rilancio del centrodestra. L’ex sindaco e oggi parlamentare Settimo Nizzi è al ballottaggio, mentre Forza Italia dopo cinque anni è di nuovo il primo partito in città. Significa che a Olbia il centrodestra affonda radici profonde. Nizzi, poi, ci ha messo di suo: partito in sordina e con umiltà, durante la campagna elettorale ha recuperato strada e consensi. Temerario, ha sfidato le piazze semivuote di periferia e i quartieri dell’alluvione. Ha incassato prima fischi e poi applausi. Adesso è lì, pronto a giocarsi il tutto per tutto. Al ballottaggio, forse, potrà contare sui voti sparsi dei tanti ribelli del centrodestra che al primo turno avevano preferito voltargli le spalle. In casa Forza Italia, comunque, il clima è di grande entusiasmo. «Davvero una grande soddisfazione – ha commentato il commissario provinciale Giuseppe Fasolino – è la conferma che abbiamo lavorato nella giusta direzione e, soprattutto, con il giusto candidato Settimo Nizzi, forte e di grande valore».
I 5 Stelle. Il terzo dato politico rilevante riguarda il Movimento 5 Stelle. Alla prima competizione elettorale in città, i grillini erano la grande incognita delle comunali 2016 a Olbia. Temuti e rispettati. Alla fine hanno sfiorato un notevole 20% con un candidato forte, Teresa Piccinnu, che ha raccolto molti più voti della sua lista.
Gli scenari. Il problema adesso è cosa succederà da qui al ballottaggio, il 19 giugno. Facile ipotizzare un riavvicinamento tra le diverse anime del centrodestra, con i ribelli di Forza Olbia che tornano mestamente a casa (Forza Italia). Tanto facile che potrebbe non accadere. Più difficile, invece, immaginare i movimenti del centrosinistra sicuramente in contatto con candidati ed esponenti dell’area civica e identitaria che ha sostenuto Marco Balata. Careddu però è stato chiaro: non si fanno alleanze, con nessuno
@marcobittau
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