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lo sfidante e il caso facebook

Zanza: «Colpito a tradimento ma io non mi tiro indietro»

Zanza: «Colpito a tradimento ma io non mi tiro indietro»

BONORVA. «Ringrazio tutta la gente che ci ha sostenuto in questa bella avventura, i nostri candidati, la gente che ci e' stata vicina e che ci ha messo la faccia. Auguri al nuovo sindaco di Bonorva...

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BONORVA. «Ringrazio tutta la gente che ci ha sostenuto in questa bella avventura, i nostri candidati, la gente che ci e' stata vicina e che ci ha messo la faccia. Auguri al nuovo sindaco di Bonorva Massimo D'Agostino a cui l'auspicio migliore e' che abbia con se' la forza di farci vivere bene in questo paese». E poi: «Chi ha coraggio e onore muore una sola volta, i codardi ed i vermi muoiono ogni giorno». Così lo sconfitto Antonello Zanza nel suo profilo Facebook. Un messaggio molto politicaly correct, con gli onori al merito tributati al suo avversario. Ma poi nell’altro post il distillato di un Zanza in tutta la sua purezza: un attacco a viso aperto contro chi, secondo lui, gli ha “sparato alle spalle da dietro un muretto a secco”, in piena campagna elettorale, consegnando la sua vita privata e la sua goliardia ai media. Come se, l’essere un convinto fascista, con il mito del Duce, e la nostalgia del saluto romano, fosse un aspetto marginale per un personaggio pubblico che aspira a tenere in mano le redini di una comunità. Nel suo ultimo comizio, proprio alla vigilia del voto, aveva ribadito la sua linea: «le iene restano iene e il leone è il re della savana. Quattro iene hanno portato Bonorva agli onori della cronaca, hanno montato una pattumiera politica e ora sono tornate nella tana. Badate bene, io non cancello nulla da Facebook. Chi nasce con coraggio muore con coraggio. Il leone è il re e le iene restano iene».

Non fa parte del temperamento di Zanza tenere un profilo basso. Finito dentro lo tzunami, a quel punto ha preferito cavalcare l’onda, affrontando tutto e tutti con spavalderia, e facendo un vanto della coerenza delle proprie idee.

Il problema è che Bonorva, che pur lo conosce bene e finora gli ha sempre perdonato le sue spigolature, rovesciando nell’urna secchiate di voti, questa volta non è riuscita a digerire certi eccessi. Sulla Shoah, sullo sterminio degli ebrei, ma anche sulle discriminazioni dei gay, vien davvero in salita riderci sopra. (lu.so.)

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